Fiori di Bach

Chicory

Floriterapia:
“L’apprendimento della lezione, rende inutile il dolore”
Edwar Bach.

Chicory:  “Guaritore” Fiore della Chicorium Intybus (Cicoria). “Il Fiore della Generosità/Disinteressata” Egoismo, Manipolazione.

È un fiore di ricatto affettivo, di dipendenza affettiva, è il fiore femminile per eccellenza nella floriterapia di Bach. Perché è più facile trovare una donna che è invadente, possessiva, e che tende alla manipolazione, ma è un sentimento normale, abbastanza fisiologico nelle mamme.

Chicory è un fiore molto-molto particolare, combattuto, in tutti i casi che lo si usi provoca crisi di coscienza, nel 30 – 40% dei casi viene abbandonata la terapia, perché nessun uomo o donna vuol sentirsi così, si vedono “un mostro”, Chicory li mette davanti ad uno specchio, Chicory è un manipolatore, dice sempre cosa ottengo in cambio? Chicory è quella persona che dice: io ho fatto tutto questo x te, e tu cosa mi dai in cambio?

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Mi rispondi male, ti comporti male, a volte diventa un vero ricatto affettivo. Sono le Suocere Chicory, o le mamme dei mariti mammoni, Chicory dice: faccio molto più di quanto io possa ricevere da loro .. i miei figli dicono che io impongo loro i miei consigli, non si fanno mai i fatti loro, soffocano in maniera esagerata il territorio, “gli affetti”; utilizza i drammi, il vittimismo pur di ottenere ciò che vuole. Un Chicory ha bisogno di Amore.

Il bambino Chicory: manipola il gruppo, come se non possano fare a meno di lui, è un po’ subdolo, ti circuisce a tal punto da fare quello che vuole lui. Ti fa sentire in colpa.

Sintomo del Blocco: Invadenza, ricattatrice, possessività, tendenza alla manipolazione. Si intromette eccessivamente manipolando, si aspetta dal proprio ambiente una piena dedizione ed erompe nell’autocompassione quando non riceve quello che vuole.

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Favorisce: Indipendenza affettiva, lasciano andare, lasciano crescere.
Sintomi Fisici: tutti i problemi ginecologici e di ritenzione e oppressione a tutti i livelli.
Nel Paziente si Osserva: tiene tutto per sé, invade lo spazio altrui, tende a fare la vittima e avaro, Personalità manipolatrice, madre perfetta, compagna possessiva e ricattatrice, da piccolo ha dovuto accudire o prendersi responsabilità troppo grandi per lui. Accudire un fratello sostituire un genitore, si intromette nelle faccende altrui sostenendo che è per il loro bene, confonde possesso con affetto, toglie l’aria.. pensando che è giusto così,

Isomorfismo di Chicory: Congestione, Ritenzione, Invasione
Difficoltà a lasciare andare, disturbi cardiaci, dermatologici, endocrini, emicrania, disturbi di tipo ginecologico: problemi mestruali, cisti ovariche (anche Vine), menopausa. Eliminazione di liquidi “ritenzione idrica”, feci, stitichezza, grassi “tende ad ingrassare”, varici, edemi linfatici, emorroidi e sinusiti.

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Le Risposte Di Chicory
Come puoi farmi questo dopo tutto quello che ho fatto per te
Mi ritroverò solo quando sarò vecchio
Ho vissuto tutta la vita per mio figlio e mia nuora me l’ha portato via

Non Confondere con: Vine il cui potere su gli altri lo esercita solo per amore per il potere, mentre Chicory per bisogno d’amore “non sa come chiederlo e usa il ricatto” è simile all’Erica, Heather il cui bisogno d’amore è più egocentrico, parla sempre di se stesso, sposta l’attenzione su di sé, in prima persona. .

Asse Intestino cervello

Lo stimolo della Sete

Lo stimolo della sete è fondamentale, perché se mangiamo cibi troppo salati, i nostri reni hanno bisogno di acqua per diluire il sale eliminandolo dal corpo, tramite le urine.

L’acqua difatti è fondamentale permettendo la diluizione di altre scorie del nostro corpo, comprese quelle acide. Lo stimolo della sete si presenta anche quando si rimane molto tempo al sole o in presenza di climi molto caldi (esempio d’estate), perché dobbiamo reintegrare l’acqua evaporata dal nostro corpo. I medici per tale motivo ci raccomandano vivamente di bere almeno due litri di acqua al giorno, anche durante l’inverno.

Anzi, addirittura ci raccomandano di non arrivare al punto di bere quando si ha sete, perchè a loro giudizio siamo oramai disidratati.

Le domande che sorgono spontanee sono:
Se non abbiamo sete (quindi il nostro corpo non ce la chiede) perché dobbiamo bere così tanto?

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Ho difficoltà ad immaginare degli animali che non avendo lo stimolo della sete, si abbeverano controvoglia.
Come sopravvivevano i nostri antenati, avendo poca acqua e bevendo solo quando era possibile?

I consigli dei medici, di bere acqua anche in assenza dello stimolo della sete, hanno purtroppo una base di verità. La dieta moderna basata sui carboidrati, non induce il senso della sete, nonostante proprio tale tipo di alimentazione, richiama molta acqua. Vediamone i motivi.

Innanzi tutto, la quantità di acqua nei vari alimenti varia notevolmente. I carboidrati contengono solo il 30% di acqua, mentre carne e pesce presentano una quantità di acqua dell’80%, le verdure e la frutta del 90%.

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I carboidrati, oltre a non fornire acqua, provocano la ritenzione idrica, attivando l’aldosterone che ordina ai reni di trattenere il sale. Ciò significa che il consumo di carboidrati richiede maggiori quantità di acqua, senza però stimolare la sensazione della sete. Difatti quando i reni trattengono il sale, non stimolano il corpo a richiedere acqua, perché non devono utilizzarla per eliminarlo.

Quindi non potendo contare sullo stimolo della sete, va alla ricerca dell’acqua, trattenendola dove gli è possibile, ovvero durante la formazione delle feci (generando la stitichezza) e dal sangue, diminuendo la produzione di urina.

Perché il corpo quando ha bisogno di acqua (dopo aver mangiato carboidrati) non invia lo stimolo della sete, recuperando l’acqua dalle feci e diminuendo le quantità delle urine?

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Semplicemente perché il nostro corpo non ha mai imparato a gestire il glucosio in quantità industriali (ne mangiamo 300 grammi al giorno) e non aveva quindi bisogno del processo dell’osmosi per obbligare le cellule ad utilizzare lo zucchero. Il vero motivo per il quale i medici ci consigliano di bere due litri di acqua al giorno, anche quando non ne sentiamo lo stimolo, è l’alimentazione a base di carboidrati.

Con il nuovo regime alimentare, vi accorgerete dell’aumento della produzione dell’urina (lo noterete sia nel numero di volte che nel tempo impiegato per urinare), che del suo colore (più chiaro), senza avere aumentato le dosi quotidiane di acqua.

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Cibi per l'AnimA, Piante Officinali

Tarassaco

Il tarassaco fiorisce in primavera, quando il nostro corpo aspetta le pulizie di stagione. Il tratto saliente del tarassaco è il gusto amaro, ed è proprio da questa caratteristica che derivano le sue proprietà ricostituenti; quell’essenza amarognola è una medicina derivata dagli acidi e dagli alcaloidi curativi della pianta.

Il tarassaco risveglia dal letargo, fa pompare il sangue e aiuta gli organi a ripulirsi da radiazioni, metalli pesanti, DDT e altre tossine. Ciò che lo rende unico è che si può utilizzare ogni parte della pianta: le radici, le foglie, il fiore e persino il gambo. Ogni elemento ha un diverso grado di amarezza e questa diversificazione corrisponde ai diversi gradi di pulizia di cui le varie aree del corpo necessitano.

Per cominciare, i fiori (che hanno un gusto dolceamaro) depurano gli organi cavi, come stomaco e intestino, cistifellea, vescica, polmoni, utero e cuore.

Poi ci sono le foglie. I composti fitochimici delle foglie di tarassaco purificano il sangue e l’aiutano a raggiungere i punti più impervi, il che le rende un rimedio irrinunciabile per chi ha problemi circolatori. Il loro grado di amarezza serve anche a espellere le tossine dal sistema linfatico, perciò le foglie sono ideali per curare linfomi non Hodgkin, linfonodi ingrossati e edemi.

Risultati immagini per tarassaco immaginiQuando si arriva al gambo, che è ancora più amaro dei fiori e delle foglie, comincia la depurazione degli organi pieni, come fegato, cervello e milza: per esempio con l’espulsione della bile che non serve più. Ho riscontrato che il consumo costante dei gambi di tarassaco ricupera la piena funzionalità della milza.

E una volta giunti alla radice la disintossicazione degli organi pieni è ancora più risolutiva. Questa è la parte più amara della pianta e costringe gli organi a depurarsi a un livello profondo e intenso. Quando si tratta di disintossicare, la radice di tarassaco non conosce mezze misure. Il tarassaco non ha soltanto un effetto depurativo.

È come un addetto di un albergo di lusso che, dopo aver pulito la camera e rimosso la spazzatura, lascia un cioccolatino sul cuscino. Solo che il regalo del tarassaco è meglio di un cioccolatino: prima di congedarsi lascia importanti sostanze nutritive, come vitamina A, vitamine del gruppo B, manganese, iodio, calcio, ferro, magnesio, selenio, silicio e clorofilla, che danno energia e aiutano il corpo a prevenire le malattie. Il tarassaco aiuta a prevenire praticamente qualunque malattia ed è benefico in particolare per la prostata.

MALATTIE
Risultati immagini per tarassaco immaginiSe hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il tarassaco nella tua vita.

Linfomi (anche non Hodgkin), edema, prostatite, cancro alla pelle, tigna, acne rosacea, obesità, calcoli renali, cirrosi epatica, epatite C, SLA, emicrania, infezioni alle vie urinarie, squilibri ematici, malattie ematiche, disturbi della digestione, steatosi epatica, celiachia, malattie ai reni.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il tarassaco nella tua vita.

Problemi circolatori, ritenzione idrica, linfonodi ingrossati, accumulo di peso, orticaria, fegato pigro e/o stagnante, distensione e/o crampi addominali, reflusso gastrico, intossicazione del sangue, congestione, costipazione, cisti epatiche, digestione difficile, disfunzioni del fegato, milza ingrossata, eccesso di muco, pre-steatosi epatica, pressione alta, appendicite, infiammazione alla cistifellea, allo stomaco, all’intestino tenue e/o al colon, reazioni all’istamina, insufficienza digestiva.

SUPPORTO EMOTIVO
Immagine correlataA volte abbiamo la sensazione di aver perso dei pezzi, oppure le nostre emozioni ci portano a dire cose che non pensiamo o di cui in seguito ci pentiamo. Spesso questo accade perché la Mente, Spirito, AnimA, e Corpo non lavorano all’unisono. Per chi vuole ritrovare la propria integrità, il tarassaco è il rimedio unificante ideale perché è il modello stesso della coesione.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Spesso siamo ossessionati dal bisogno di primeggiare, e ciò compromette la nostra autostima. La mentalità da primo della classe inizia a formarsi in tenera età. Alcuni temono di perdere per sempre il riconoscimento o le opportunità se non dimostrano a se stessi di essere i primi.

La fioritura primaverile del tarassaco cessa con la calura estiva, ma la vita della pianta non è ancora finita: il tarassaco ricompare di frequente in autunno. Se ti senti incompleto o un incapace quando non primeggi, ecco una lezione importante da tenere a mente: il tarassaco rialza sempre la testa e c’insegna che possiamo essere soddisfatti e contenti anche senza arrivare per primi in quello che facciamo, perché ci sono sempre nuove opportunità all’orizzonte con cui confrontarci e grazie alle quali crescere.

SUGGERIMENTI
Risultati immagini per tarassaco immaginiSe non ti piace il gusto amaro del tarassaco, prova a bere una tisana di radici tostate. È un tonico disintossicante straordinario, e la tostatura ne mitiga l’amarezza.

I fiori di tarassaco sono meravigliosi per preparare una tisana fredda. Prendi i fiori freschi e lasciali in infusione in acqua fredda per tutta la notte: rilasceranno minerali, vitamine e fitonutrienti.

Per addolcire, aggiungi del miele grezzo. È una bevanda deliziosa e incredibilmente rinvigorente.

Ogni volta che ne hai l’occasione, raccogli una foglia di tarassaco selvatico (nel tuo giardino o in campagna, purché senza pesticidi) e mangiala cruda.

Le foglie di tarassaco selvatico hanno una lanugine che di solito non notiamo ma che crea l’ambiente ideale a microrganismi benefici, simbiotici elevati.

In effetti le foglie di tarassaco selvatico hanno la più alta concentrazione di di principi simbiotici elevati disponibili.

Se non puoi procurarti il tarassaco fresco, non esitare a prendere quello che trovi nei negozi di cibi naturali: anche in questa forma le foglie sono molto benefiche per il corpo e per la mente.

Prova a fare il vecchio gioco di soffiare sulla testa di tarassaco che stai sfiorendo: è una vera e propria seduta di meditazione profonda.

SUCCO VERDE AL TARASSACO
Per una/due porzioni

Risultati immagini per succo di tarassacoIl sapore forte delle foglie di tarassaco è perfettamente mitigato in questo centrifugato dal gusto morbido. Bere qusta bevanda rinfrescante è il modo ideale per portare le foglie di tarassaco nella tua vita.

1 testa di sedano, da cui prelevare gli steli
2 cetrioli
2 arance medie sbucciate
10 foglie di tarassaco (con i gambi se sono disponibili)

Metti tutti gli ingredienti nella centrifuga. Aumenta le dosi di tarassaco a piacere. Versa la bevanda in un bicchiere e gustala!

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

FitoMater  Tarassaco

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Piante Officinali

Faggio

Faggio (Fagus sylvatica)

Note Bibliografiche: La gemma di Fagus stimolano la diuresi e la funzione renale, indicandola nell’insufficienza renale, nella litiasi renale e nelle forme di obesità caratterizzate da ritenzione idrica.

Sotto forma di MG 1DH 50 gocce 1 volta al giorno, prima del pasto per: ipogammaglobulinemia, in particolare nell’infanzia (con rosa canina), nefrolitiasi ed insufficienza renale iniziale (da nefroangiosclerosi), obesità da ritenzione di liquidi, fibrosclerosi polmonare (complementare nocciolo e rovo).

Agisce sulle globuline e aumenta le gammaglobuline, stimola le cellule di Kupfer “Elementi cellulari del fegato, a forma di stella, situati negli spazi linfatici che separano i capillari sanguigni dalle cellule epatiche;

fanno parte del sistema reticoloendoteliale e hanno spiccata attività fagocitaria nei confronti, a esempio, di frammenti di eritrociti, detriti cellulari in genere e batteri.

Contribuiscono, inoltre, a regolare la pressione all’interno dei sinusoidi (agendo come dei microsfinteri), riducendone il lume quando necessario. Infine, hanno specifica importanza nell’elaborazione della bilirubina.”.

Consigliato per:

Reni, Tessuto adiposo; Sistema reticolo endoteliale; Linea cellulare: macrofagi “Cellula del sistema immunitario (leucociti)”.

RenVin

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Piante Officinali

Betulla pianta officinale

Betulla (Betulla alba – betulla verrucosa – betulla pubescens)

Parti usate: linfa, corteccia, foglie, gemme.

Dal legno della betulla si ricava il famoso carbone vegetale, dopo appropriata calcinazione.

La betulla ha proprietà diuretiche, antisettiche, astringenti, febbrifughe, antigottose ed abbassa il colesterolo nel sangue.

Nella pianta sono contenuti diversi principi attivi: flavonoidi in ragione del 2-3%, tra cui quercetina, iperoside, rutina, esperetina, betuletolo; olio essenziale contenente antinfiammatori tra cui il metilsalicilato; tannini.

Le parti usate della pianta sono le foglie e le gemme. Dalla betulla si ricava anche la linfa, conosciuta come “linfa di betulla”.

Questa pianta può essere utile come coadiuvante negli edemi diffusi, nella gotta, nell’albuminuria, nella predisposizione alla litiasi renale, nella ritenzione idrica, nell’insufficienza renale, nella dermatite e nel reumatismo infiammatorio.

La linfa di betulla su raccoglie in primavera, con luna crescente, praticando dei fiori nel tronco sul lato esposto a sud; ricca di betulina, è dotata di proprietà diuretiche e depurative, atta ad eliminare acidi urici, urea, catabolismi e ridurre il tasso di colesterolemia.

Principi attivo sono le saponine, i flavonoidi, tannini e OE.

Decotto di gemme combatte l’ingorgo dei gangli linfatici, attenersi al dosaggio basso, l’azione troppo forte può causare indolenzimento dei linfonodi e della ghiandola mammaria. Sospendere la cura per qualche giorno, riprendere con infuso di foglie o succo.

Le foglie sono diuretiche, depurative, sudorifere.

La corteccia è depurativa e febbrifuga, digestiva.

La linfa si usa per calcoli urinari, reumatismi, obesità, artritismo, albuminuria, ipertensione arteriosa. Modalità d’uso: in erboristeria si trovano fiale con dose giornaliera di linfa di betulla.

Succo di betulla si trova anche in bottigliette, una volta aperte devono essere conservate nel frigo e consumate entro la settimana.

Lo stesso succo ci trova anche in fiale monodose (Vepro) più comode (lunga scadenza). Abbinare con gli oligoelementi (P+S+F+J) per il trattamento dell’artrosi.

Gemmoderivato: di betulla (betulla pubescens)

ricavato da gemme, amenti, scorza delle radici e giovani radici nel dosaggio di 50 gocce una volta al giorno si consiglia per demineralizzazione, rachitismo.

Malattia dello scheletro dovuta a una carenza di vitamina D o a un insufficiente apporto alimentare di calcio, o alla combinazione dei due fattori. È attualmente una malattia rara. Il deficit di calcio o di vitamina D (la cui funzione è di regolare l’assorbimento intestinale di calcio introdotto con gli alimenti) provoca, per un meccanismo di compenso, la mobilizzazione del calcio contenuto nelle ossa, allo scopo di mantenerne costante la concentrazione nel sangue.

Il rachitismo è una malattia tipica dei bambini (nell’adulto prende il nome di osteomalacia) e colpisce quindi individui nella fase di accrescimento. I principali sintomi riguardano lo scheletro e sono dati da deformità e rammollimento delle ossa, rallentamento della crescita staturale, ritardo nell’eruzione dei denti e nell’inizio della deambulazione.

Spesso si associano debolezza muscolare, convulsioni, depressione delle difese immunitarie, maggiore frequenza delle infezioni broncopolmonari. , iperazotemia Aumento patologico del contenuto di azoto ureico (urea) nel sangue; l’urea rappresenta il maggior prodotto finale del catabolismo delle proteine, escreto con le urine. La produzione di urea dipende dalla dieta e dalla capacità del fegato di sintetizzarla.

Schematicamente, possiamo dunque dire che la sua concentrazione ematica dipende dai seguenti fattori: dieta, funzionalità epatica e funzionalità renale. Una condizione tipica di iperazotemia è rappresentata dall’insufficienza renale., ipercolesterolemia, iperuricemia, stipsi, tromboflebite (in associazione con GM ontano nero).

Gemmoderivato ricavato da Betulla verrucosa dalle gemme e semi.

Si consiglia per stimolare la memoria e concentrazione, albuminuria.

Presenza patologica di albumina nelle urine. È dovuta all’alterata funzione del rene e in particolare della permeabilità dei capillari che formano il glomerulo renale (glomerulopatie): la loro parete non è più in grado di impedire alle proteine del sangue di passare nell’urina.

L’albuminuria può essere dovuta a malattie del rene (albuminuria nefrogena), oppure a insufficienza cardiaca con conseguente rallentamento del circolo sanguigno anche a livello renale (albuminuria cardiaca); inoltre può manifestarsi in caso di disturbi del metabolismo (diabete, uricemia ecc.), nelle malattie croniche del fegato, nell’affaticamento, durante la gravidanza ecc.,

reumatismo dismetabolico, rachitismo, osteocondrite giovanile, mastopatie fibrocistiche (o mastosi cistica, o fibrosi cistica iperplastica), displasiamammaria contrassegnata da fenomeni ipertrofici e iperplastici sia dell’epitelio ghiandolare che del connettivo interstiziale: è legata, almeno in parte, a una predisposizione costituzionale, che determina una anomala risposta del tessuto mammario ai normali stimoli estrogenici.

La mammella o le mammelle colpite appaiono caratterizzate dalla presenza di piccole cisti, in mezzo alle quali si trova tessuto connettivale di aumentato volume e consistenza. Se bilaterale, interessa diffusamente le mammelle; se monolaterale, predilige l’area supero-esterna. nel dosaggio (1DH) 30-40 gocce 2 o 3 volte al giorno ¼ d’ora prima dei pasti.

Gemmoderivato di betulla verrucosa:

ricavato da linfa favorisce l’eliminazione dell’urea, acido urico, colesterolo alto, utile nel trattamento del reumatismo degenerativo cronico, gotta, calcoli urinari (i testi riferiscono che la linfa di betulla ha la proprietà di: rompere i calcoli renali e della vescica, se si continua ad usare nel tempo) nel dosaggio (1DH) 20-30 gocce 2 o tre volte al giorno. Uso locale per afte.

Assumere titolato al 2.22% in flavonoidi totali calcolati come iperoside, metodo di determinazione: spettrofotometrico, corrisponde a 5,5 mg di principi attivi, pari ad una posologia di 22 mg/die di flavonoidi totali.

Per preparare un infuso: un cucchiaio da minestra di foglie per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 10 minuti, filtrare.

Dosaggio: 2 tazze al giorno.

Rimedio Fitoterapico

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitoblasto-betula-pupescens/

Betulla è sconsigliata ai soggetti allergici all’aspirina. Betulla fa parte di numerosi prodotti erboristici. (Davidov MI, Goriunov VG, Kubarikov PG. Phytoperfusion of the bladder after adenomectomy. Ufrologija I Nefrologija 1995;5;19-20)