Asse Intestino cervello

Il Fisiologico benessere del ciclo mestruale

Lampone – Specie: Rubus idaeus L. Famiglia: Rosaceae – Droga: gemme
Pianta sarmentosa, spinosa, spontanea nelle montagne, coltivata per i frutti aciduli e ricchi di sostanze benefiche. Le foglie contengono tannini, antociani, mucillagini e sono impiegate in tisane antinfiammatorie e astringenti. Il macerato glicerico dei giovani getti in gemmoterapia, è indicato nella disfunzionalità e nei disturbi correlati alla sfera genitale femminile.
L’azione è ascrivibile a principi attivi miorilassanti. Il macerato trova impiego sia nei disturbi leggeri e i malesseri collegati al ciclo mestruale, sia nei casi di disfunzione ed irregolarità del ciclo (dismenorrea, amenorrea), nonchè nella fase puberale, oltre a regolare la funzione delle gonadi in pre-menopausa e menopausa, rendendo il passaggio meno drammatico. A fianco alla sintomatologia organica, anche lo stato psichico femminile connesso con questa funzione, è positivamente influenzato dal lampone.

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Frassino – Specie: Fraxinus excelsior L. – Famiglia: Oleaceae – Droga: gemme
Le foglie e la corteccia di questo pregiato albero delle foreste continentali, sono da secoli usate come tisana diuretica, antireumatica, antigottosa. Il gemmoderivato mantiene un’azione preminente come rimedio drenante delle vie urinarie, indicato per gotta e artrite gottosa.
Ma sempre secondo il medesimo principio di drenaggio e svuotamento degli organi cavi dell’apparato urogenitale, espleta un’azione emmenagoga e regolarizzante. Secondo alcuni testi anche fibromi e cisti ovariche, possono essere trattate con questo gemmoderivato, il quale possiede anche un’azione contro le angosce che possono essere legate ad uno stato dismenorroico.

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Erica – Specie: Calluna vulgaris L. Famiglia: Ericaeae – Droga: gemme
L’erica o brugo, è un arbusto nano che popola i suoli poveri e acidi formando la caratteristica brughiera. Contiene arbutina, glucoside molto attivo sul sistema urinario sia come stimolante della diuresi che come
antisettico delle vie urinarie. Ugualmente il gemmoderivato ha un’azione preminente di tipo antisettica e può risultare importante nelle dismenorree con componente infiammatoria.

Segale – Specie: Secale cereale L. Famiglia: Graminacee – Droga: gemme
La segale è un cereale fra i più antichi coltivato nelle montagne di tutta Europa e dell’Asia, i grani sono ricchi di vitamine del gruppo B, niacina, acido pantotenico ed altre e contiene inoltre, minerali ed oligoelementi. In gemmoterapia, si usano le giovani radici nascenti dal seme che fungono da regolarizzatori a livello intestinale, epatico e ormonale.

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Ribes Nero – Specie: Ribes nigrum L. Famiglia: Sassifragaceae – Droga: gemme
Il ribes nero è un arbusto spontaneo nei boschi dell’Europa continentale ma si ritiene di origine del massiccio dell’Atlante, introdotto in Europa dagli Arabi. Il ribes contiene sostanze attive praticamente in tutte le sue parti: acidi fenolici, flavonoidi e tannini sulle foglie, vitamina C e acido salicilico su foglie e frutti, acidi grassi essenziali nell’olio dei semi. In gemmoterapia le gemme fresche macerate in soluzione idroalcolglicerica, agiscono sulle ghiandole surrenali stimolandole al rilascio di sostanze antinfiammatorie, importanti nei casi di infiammazioni a livello pelvico causa di dolori e spasmi.

BIBLIOGRAFIA (by ErbeNobili®)
1. J. Gruenwald J., T. Brendler, C. Janicke, PDR for Herbal Medicines, II edizione, Montvale;Medical Economics Company, 2000. 2. M. Rombi, 100 Plantes medicinales, Ed. Romart, Nizza 1991. 3. V. Schulz, R. Hansel, V.E. Tyler, Rational phytotherapy – A physician guide to herbal medicine, IV edizione, Springer, Berlino 2001. 4. J. Van Hellemont, Compendium de Phytotherapie, Association Pharmaceutique belge, Bruxelles 1986. 5. Coccolo M.F. La gemmoterapia – curarsi con l’energia vitale delle piante. Xenia Editrice, 2003 Milano. 6. Mearelli F., Sgrignani M. Terapia moderna con tinture madri, gemmoderivati ed oligoelementi. Ed. Planta Medica. San Giustino 1992. 7. Duo E. La gemmoterapia – come curarsi e sentirsi in forma con l’uso de germogli. De Vecchi Editore, 1999. Milano. 8. Campanini E. Manuale pratico di gemmoterapia. Ed. Tecniche Nuove. Settimo Milanese, 2000.

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Fiori di Bach

Chicory

Floriterapia:
“L’apprendimento della lezione, rende inutile il dolore”
Edwar Bach.

Chicory:  “Guaritore” Fiore della Chicorium Intybus (Cicoria). “Il Fiore della Generosità/Disinteressata” Egoismo, Manipolazione.

È un fiore di ricatto affettivo, di dipendenza affettiva, è il fiore femminile per eccellenza nella floriterapia di Bach. Perché è più facile trovare una donna che è invadente, possessiva, e che tende alla manipolazione, ma è un sentimento normale, abbastanza fisiologico nelle mamme.

Chicory è un fiore molto-molto particolare, combattuto, in tutti i casi che lo si usi provoca crisi di coscienza, nel 30 – 40% dei casi viene abbandonata la terapia, perché nessun uomo o donna vuol sentirsi così, si vedono “un mostro”, Chicory li mette davanti ad uno specchio, Chicory è un manipolatore, dice sempre cosa ottengo in cambio? Chicory è quella persona che dice: io ho fatto tutto questo x te, e tu cosa mi dai in cambio?

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Mi rispondi male, ti comporti male, a volte diventa un vero ricatto affettivo. Sono le Suocere Chicory, o le mamme dei mariti mammoni, Chicory dice: faccio molto più di quanto io possa ricevere da loro .. i miei figli dicono che io impongo loro i miei consigli, non si fanno mai i fatti loro, soffocano in maniera esagerata il territorio, “gli affetti”; utilizza i drammi, il vittimismo pur di ottenere ciò che vuole. Un Chicory ha bisogno di Amore.

Il bambino Chicory: manipola il gruppo, come se non possano fare a meno di lui, è un po’ subdolo, ti circuisce a tal punto da fare quello che vuole lui. Ti fa sentire in colpa.

Sintomo del Blocco: Invadenza, ricattatrice, possessività, tendenza alla manipolazione. Si intromette eccessivamente manipolando, si aspetta dal proprio ambiente una piena dedizione ed erompe nell’autocompassione quando non riceve quello che vuole.

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Favorisce: Indipendenza affettiva, lasciano andare, lasciano crescere.
Sintomi Fisici: tutti i problemi ginecologici e di ritenzione e oppressione a tutti i livelli.
Nel Paziente si Osserva: tiene tutto per sé, invade lo spazio altrui, tende a fare la vittima e avaro, Personalità manipolatrice, madre perfetta, compagna possessiva e ricattatrice, da piccolo ha dovuto accudire o prendersi responsabilità troppo grandi per lui. Accudire un fratello sostituire un genitore, si intromette nelle faccende altrui sostenendo che è per il loro bene, confonde possesso con affetto, toglie l’aria.. pensando che è giusto così,

Isomorfismo di Chicory: Congestione, Ritenzione, Invasione
Difficoltà a lasciare andare, disturbi cardiaci, dermatologici, endocrini, emicrania, disturbi di tipo ginecologico: problemi mestruali, cisti ovariche (anche Vine), menopausa. Eliminazione di liquidi “ritenzione idrica”, feci, stitichezza, grassi “tende ad ingrassare”, varici, edemi linfatici, emorroidi e sinusiti.

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Le Risposte Di Chicory
Come puoi farmi questo dopo tutto quello che ho fatto per te
Mi ritroverò solo quando sarò vecchio
Ho vissuto tutta la vita per mio figlio e mia nuora me l’ha portato via

Non Confondere con: Vine il cui potere su gli altri lo esercita solo per amore per il potere, mentre Chicory per bisogno d’amore “non sa come chiederlo e usa il ricatto” è simile all’Erica, Heather il cui bisogno d’amore è più egocentrico, parla sempre di se stesso, sposta l’attenzione su di sé, in prima persona. .

Asse Intestino cervello

La melatonina

La melatonina è una molecola naturale prodotta dalla ghiandola pineale (epifisi), allocata nell’encefalo, a forma di pigna (di 5/9 millimetri di altezza). È una molecola antichissima (la sua evoluzione risale a 3 miliardi di anni fa) ed è presente in qualsiasi organismo (animale o vegetale), nella stessa struttura molecolare e regola il ritmo circadiano (l’alternarsi del giorno e della notte inducono variazioni dei parametri vitali).

Approfondimento tecnico.
La ghiandola pineale è sincronizzata con i ritmi circadiani, modificandosi in base alle variazioni di luminosità del giorno e della notte o al cambio di stagione. Il precursore della melatonina è il triptofano (un aminoacido essenziale, d’assumere per via alimentare), trasformato in serotonina per opera dell’enzima idrossindolo-metil-transferasi (Homt), presente nella ghiandola pineale.

La sua secrezione inizia con l’oscurità (livello iniziale da 5 picogrammi/ml), aumentando da 20 a 30 picogrammi/ml fino alle ore 20; superando i 30 picogrammi/ml nella notte. Il picco di 60/70 picogrammi/ml è raggiunto dalle 2 alle 3 del mattino. I livelli di melatonina tornano poi a scendere fino alle 7 del mattino.

La sua funzione principale è quella di regolare la presenza degli altri ormoni (cortisolo, Gh, testosterone, etc.) rendendo possibile il fenomeno della riparazione tessutale del nostro corpo. La melatonina accompagna il nostro sonno nella fase Rem (quello profondo), inibisce il cortisolo e stimola la produzione dell’ormone del Gh e del testosterone.

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Senza tale azione il nostro corpo perderebbe la sua funzione di riparazione, compresa quella cellullare e del Dna che subisce 10.000 insulti al giorno, da parte dei “radicali liberi”.

Tali complessi meccanismi sono stati oggetto di studio da parte di molti ricercatori, tra i quali ricordiamo il Dottor Pierpaoli che esamina gli effetti della melatonina da oltre 30 anni.

La melatonina ha molte altre funzioni.
La melatonina è considerato un potente antiossidante con azione scavenger (pulizia) nei confronti dei radicali liberi, più efficace delle vitamine C, E e del Beta-carotene. La sua azione protettiva è rivolta alle membrane cellulari, alle lipoproteine Ldl (contro l’ossidazione), alle cellule dell’endotelio arterioso, ai neuroni celebrali (contro l’ischemia, dovuta a stress o alcool).

La melatonina è utilizzata per alleviare i disturbi dovuti al cambio di fuso orario (sindromeda jet lag) migliorando l’adattabilità dei propri ritmi biologici all’ora locale. La melatonina è utilizzata per migliorare i sintomi della menopausa. Difatti in associazione con il progesterone inibisce l’ovulazione.

Studi clinici hanno confermato che livelli buoni di melatonina nel flusso sanguigno durante le ore notturne, diminuiscono le possibilità d’infarto e di morte improvvisa. Tale effetto è dovuto alla sua azione vasodilatatrice (contrasta i radicali liberi che inibiscono l’ossido nitrico) ed antiaggregante piastrinica.

Ha la capacità di aumentare il metabolismo dei grassi (riduzione di colesterolo). La melatonina rafforza anche il nostro sistema immunitario (inibendo il cortisolo). Difatti durante il picco delle 2-3 di notte, è stato riscontrato un aumento significativo delle cellule del sistema immunitario. Risulta efficace contro i microbi, i virus e le cellule neoplastiche.

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Alcuni ricercatori dell’Ospedale Oncologico di Milano hanno dimostrato l’attività inibitoria della melatonina, sulla crescita delle cellule tumorali del cancro alla prostata. Nell’Università di New Orleans è stata riscontrata un’azione inibitoria anche verso altri tipi di neoplasie, quali il cancro ai polmoni, all’utero ed alle mammelle. La melatonina prolungherebbe anche la sopravvivenza dei malati terminali (migliorando nel contempo la qualità della vita).

Difatti da esperienze riportate dal professor Paolo Lissoni responsabile della divisione Oncologica dell’Ospedale di Monza, l’utilizzo della melatonina ha aumentato del 16% le regressioni tumorali (di solito incurabili) su tumori gastrointestinali, polmonari e nei mesoteliomi.

Somministrata durante la chemio e la radio terapia, ha ridotto gli effetti collaterali, di solito devastanti. Per dovere di cronaca va detto che il professor Di Bella, per primo indagò sull’azione antitumorale della melatonina ed infatti la inserì nel suo protocollo di cura.

PROMOTORI DELLA MELATONINA

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Come già scritto, per produrre l’ormone della melatonina abbiamo bisogno di triptofano (aminoacido essenziale). Se non lo assumiamo costantemente e soprattutto durante la cena, non potremmo produrre tale ormone per la notte.

Ciò significa che dobbiamo inserire nella nostra alimentazione alimenti quali carne, pesce, uova e formaggi, i più ricchi di triptofano.

Un’altra via molto efficace è quella dell’assunzione esogena sotto forma d’integratori di melatonina. Si consiglia il tal senso di assumerli prima di coricarsi.

DIMINUZIONE DELLA MELATONINA

Come per ogni ormone, il peggior nemico della melatonina è l’età. La ghiandola pineale con il passare degli anni tende a calcificarsi, causando già a 45 anni, circa il 50% di minore produzione di melatonina. Il calo raggiunge addirittura l’80% superati 70 anni di età.

Un altro nemico giurato dell’ormone melatonina è il cortisolo (chiamato “ormone dello stress”). Solo quando il cortisolo cala nel sangue a livelli basali, la ghiandola pineale può secernere la melatonina. Lo stress, i pensieri ricorrenti prima di dormire, impediscono di attivare la melatonina e dormire sonni profondi.

Un ulteriore nemico della ghiandola pineale è la luce. Difatti quando dormiamo davanti al televisore, o semplicemente con delle luci in camera da letto, non attiviamo la melatonina, disertando l’appuntamento con un sonno ristoratore (si consiglia di coprire anche le luci a led, ad esempio quelle delle radiosveglie).

Altri inibitori della melatonina sono l’alcool, il fumo, il caffe.
Vivere 120 anni

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Il Linguaggio del Corpo

Menopausa e osteoporosi

Malattia Espressione dell’AnimA

Questa “malattia” esiste da sempre, la sua diagnosi fino a poco tempo fa non veniva messa automaticamente in rapporto con la menopausa. Con l’osteoporosi si verifica un aumento della decalcificazione, che di per sé non è un sintomo patologico, ma un segno normale del cambiamento del corpo in questa fase della vita.

Nonostante ciò, i ginecologi ricorrono solo da pochissimo tempo agli estrogeni per curarla. Tale terapia ha su molte donne il piacevole effetto di far sì che la menopausa non venga più vissuta come una pausa. Il corpo viene così ingannato dagli estrogeni da credere che tutto sia rimasto come prima e che il cambiamento non si sia ancora verificato.

Chi ha paura della decalcificazione delle ossa e della mancanza di calcio, dovrebbe introdurre calcio. È però interessante notare che in questa età le dosi di calcio assunte non hanno alcun effetto. Il corpo le considera come superflue e le espelle:

di fatto tende ad alleggerirsi, non ha più bisogno di una struttura ossea massiccia, perché avanzando nella vita anche le necessità cambiano e gli interessi si spostano da un’attività esterna a una interiore. Non c’è più tanto bisogno di appoggiarsi sulle ossa fisiche; appare piuttosto necessario trovare un sostegno alla struttura interiore dell’anima.

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La menopausa, con riferimento alla vita esteriore, dovrebbe avere un aspetto di pausa e riposo. Solo attraverso l’inganno del corpo è possibile costringerlo a immagazzinare ancora calcio nelle ossa.

Con questo trucco ormonale si può ignorare il cambiamento, continuare a fingere di essere giovani e a contare sulle proprie ossa. Per questo, nel culto della giovinezza che oggi domina incontrastato e nel rifiuto della vecchiaia, la simpatia per questo inganno non deve meravigliare.

Resta da chiedersi se valga la pena di sacrificare la possibilità di controllare consapevolmente la crisi di passaggio della vita per amore di una menzogna. È necessario alleggerirsi sia nel fisico che nell’anima per prepararsi al ritorno. Dobbiamo sbarazzarci della zavorra. Più lo facciamo in senso figurato, più stabile rimarrà la struttura del corpo.

L’uomo moderno, nonostante gli venga richiesto esattamente il contrario, ha un atteggiamento ostile nei confronti dei cambiamenti della vita. Il semplice passaggio dall’estate all’inverno e viceversa è sufficiente a far sì che milioni di persone si sentano collettivamente frustrate e si prendano le loro influenze primaverili o autunnali. I virus necessari sono a disposizione ovunque.

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Sembra così semplice far pagare al corpo tutto ciò che non ci piace.
La medicina appoggiando questo gioco commette un grave errore e si preclude possibili sviluppi. Se riflettiamo sulle tesi dei ginecologi, non possiamo che rimanere esterrefatti.

Chi spaventa le donne dicendo loro che rischiano di rompersi le ossa se non ingeriscono estrogeni, dovrebbe chiedersi come abbiano fatto miliardi di donne, prima della moda degli estrogeni, a superare questo periodo senza pericolose fratture, e come vi riescano ancor oggi molte donne anziane.

Questo argomento è superato per impudenza solo da quest’altro, che nella menopausa le donne si sentono ripetere spesso: «Se non si farà togliere l’utero, potrebbe degenerare in tumore maligno».

Con la stessa logica si potrebbe consigliare l’amputazione delle braccia, visto che in qualsiasi momento la pelle potrebbe ammalarsi di cancro e degenerare. Tutto questo allarmismo ha portato non solo a un aumento senza precedenti di operazioni all’utero, ma ha anche contribuito a diffondere una preoccupante insicurezza.

Naturalmente esistono situazioni in cui un utero deve essere tolto. Ma come fa una donna a sapere se il ginecologo ha intrapreso una crociata contro gli uteri o se la sua diagnosi ha basi mediche fondate?

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Nella problematica dell’osteoporosi non c’è purtroppo alcun trucco corrispondente, eccetto forse un richiamo al sano intelletto umano e uno sguardo alla catena delle generazioni femminili, dalla nostre nonne fino ad Eva, la prima donna.

Tutte hanno dovuto mantenere in ordine il loro equilibrio ormonale senza l’aiuto dei ginecologi, sono vissute in media più a lungo dei loro mariti e in ogni caso non si sono fratturate le ossa più spesso di oggi.

La profilassi che appare più logico adottare per tutta questa problematica, consiste nel vivere in modo tale da soddisfare pienamente il polo femminile prima dell’inizio del periodo climaterico.

Se questo è avvenuto, il trasferimento di questi temi a livello psico-spirituale determina un profondo sollievo. Chi nelle situazioni opportune ha donato il suo calore all’uomo, non ha bisogno ora di trovare occasioni per trasformarsi in una donna calorosa.

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Sarebbe più naturale fare fuoco e fiamme per altri contenuti e ardere di entusiasmo per il polo opposto, il mondo spirituale. Chi ha già appagato il suo desiderio di discendenza, può permettere che in menopausa nel suo utero avvengano tutti i mutamenti necessari.

Fertilità e crescita appartengono ora al livello dell’anima e dello spirito. Chi nel climaterio si libera della zavorra e riqualifica la vita trasferendo le energie dall’esterno all’interno, non ha più bisogno di ossa tanto pesanti: le ossa più leggere bastano per affrontare senza pericolo di fratture il ritorno a casa dell’anima.

Domande
1. Sono in grado di affrontare il compito del cambiamento, che avanza insieme alla crisi della mezza età?
2. Ho accettato e soddisfatto i miei desideri di procreazione, oppure faccio sì che quello che mi manca cresca sotto forma di mioma?
3. Ho vissuto in modo sufficientemente intenso? Mi sono saziato?
4. Ci sono piani sui quali vorrei cambiare e di cui non mi fido?
5. Dove potrei diventare simbolicamente fertile?
6. Di quale zavorra mi devo liberare? Quale compito devo affrontare?
7. Dove mi manca la struttura? Dove posso trovarla?

(Dott. Rudiger Dahlke)

Rimedi Consigliati:

Klamin

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AlgoZym

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MenopaVin

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Piante Officinali

Calendula crema

Ingredienti: estratto idroalcolico di calendola (Calendula officinalis L.): acqua distillata, alcol etilico, succo di uva, calendola fiori 35%.

Note Bibliografiche:

La calendula è molto usata anche per uso esterno (sia come lavaggi che in gel) contro irritazioni, arrossamenti, eczemi, ferite. La calendula contiene olio essenziale, la calendulina, un amaro, saponina, vitamina C, acido salicilico. Ha proprietà vulnerarie antispasmodiche, antinfiammatorie, lenitive, decongestionanti e idratanti.

Della pianta si usano le sommità fiorite e le foglie. Tra i suoi costituenti chimici troviamo triterpeni, flavonoidi, olio essenziale, poliacetileni, caroteni, xantofille, lattoni sesquiterpenici (caleridina), polisaccaridi immunostimolanti.

I poliacetileni e alcune frazioni dell’olio essenziale mostrano proprietà batteriostatiche; polisaccaridi immunostimolanti e saponosidi triterpenici accelerano la guarigione di ferite e infiammazioni dermiche per induzione leuococitaria e proliferazione connettivale; i flavonoidi sono responsabili dell’attività coleretica e diuretica.

Parti usate: fiori, soprattutto freschi.

Pianta modalità d’uso; un cucchiaino da dessert in una tazza di acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 10 minuti, filtrare,

 Dose: 3 tazze al giorno.

 Per esterno: sono molto usate le pomate di calendola, prodotte da diverse case, da spalmare sulla pelle prima dell’applicazione delle comprese alcoliche (M.Treben – Amaro svedese).

 Si ottengono buoni: risultati anche nel trattamento degli eritemi e scottature. TM 30-40 gocce diluite nell’acqua 3 volte al giorno. Calendola si usa anche per: impacchi esterni.

 Infuso: forte per irrigazioni vaginali come un valido rimedio. Calendola fa parte di ogni tisana.

Nelle cure complementari: di cancro, scrofolosi: La scrofolosi o scrofola è un’infezione delle ghiandole linfonodali del collo meglio definita adenite tubercolare. Si tratta di una malattia infettiva generata da micobatteri; nell’adulto è soventemente provocata dal Mycobacterium tubercolosis o scrofulaceum (anche responsabile della ben più nota e

letale tubercolosi polmonare) che, in questo caso, penetra nel circolo linfatico e colpisce alcuni linfonodi tra i quali soprattutto quelli al di sotto della mandibola; al contrario, nei bambini la scrofolosi o scrofola è provocata da altri micobatteri “NON tubercolari o atipici” come il Nontuberculous mycobacteria., dolori mestruali, adeniti, mastiti, oligurie, congestioni epatiche, irritazioni cutanee, eritemi.

Rimedi Calendula al 35% 

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Bibliografia:

http://www.phytobollettino.it/Phytobollettino/Benvenuto.html
ERBE OFFICINALI : http://www.erbeofficinali.org/ http://www.erbeofficinali.it/index.cfm
http://www.rain-tree.com/index.html
Ricerca di terze parti disponibile e  reperibile in PubMed http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed
http://www.mednat.org/prodotti/tuvz.htm
http://www.mednat.org/pericolo_farmaci2.htm
http://www.eurosalus.com/alimentazione-sport/minerali-microdosi-per-vivere-a-lungo
AROMA ZONE: http://www.aroma-zone.com/

 

 

Piante Officinali

Cimicifuga (Cimicifuga racemosa)

Parti utilizzate: rizoma e radice.

Appartiene alla famiglia delle ranuncolacee e cresce nei boschi o nelle foreste.

Le sue foglie di colore verde scuro possono essere lunghe fino a 70 cm e le sue infiorescenze presentano quattro petali. I frutti, che contengono numerosi semi, sono invece di colore marrone.

A scopo terapeutico, della pianta si utilizza il rizoma dopo aver proceduto alla sua essiccazione.

La pianta è nota fin dai tempi più antichi quando veniva utilizzata per tenere lontane le cimici e contro i morsi di serpenti.

Può essere utilizzata come coadiuvante nei sintomi fisici e psico-emozionali legati alla menopausa quali vampate, mal di testa, sudorazione, palpitazioni cardiache, vertigini, depressione ed irritabilità aiutando il corpo a ritrovare un corretto equilibrio ormonale come dimostrato da dati clinici.

I principali e caratteristici costituenti comprendono i triterpeni cicloartanolici acteolo, acetilacteolo, acteina e cimicifugoside.

Oltre ad alleviare i sintomi della menopausa, la cimicifuga, è indicata anche per trattare artrosi, nevralgie e reumatismi.

Modalità d’uso: mezzo cucchiaino di radici polverizzate per una tazza d’acqua, bollire per 30 minuti, lasciare raffreddare.

Dose: 2 cucchiai da tavola più volte al giorno, scaglionati nell’arco della giornata, fino a dose massima di una tazza al giorno.

L’estratto biochelato 5-10 gocce al giorno.

Si raccomanda: di non superare il dosaggio, in dosi elevate può causare vertigini, delirio, diarrea, problemi di vista, rallentare il battito cardiaco, problemi epatici e anomalie nella coagulazione del sangue.

Si sconsiglia: severamente l’uso in gravidanza, con problemi cardiaci, non con sedativi, con pillola contraccettiva e cure estrogene per postmenopausa, pressione arteriosa alta, carcinoma mammario, tumore uterino. L’erba è sicura nelle dosi indicate.

Si consiglia: per disturbi mestruali (crampi) problemi di menopausa, ipertensione arteriosa. È risultata in grado di favorire la regolarità del ciclo mestruale.

Con la sua componente: degli estrogeni rallenta la crescita del cancro prostatico. In ogni caso rispettare il dosaggio.

Si consiglia: anche per il ronzio alle orecchie, ipertensione, crampi muscolari aggravati dalle mestruazioni.

Ha inoltre dimostrato di possedere discrete proprietà nel trattamento della cefalea, soprattutto quella di tipo “muscolo-tensiva”.

Effetti collaterali: occasionalmente disturbi gastrici e diarrea, vertigini con le persone sensibili.

La pianta è usata da decenni e non sono state riscontrate particolari controindicazioni.

La pianta contiene estrogeno.

Da non usare: oltre 6 mesi consecutivi.

Rimedi Consigliati

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