Asse Intestino cervello

La carne provoca tumori?  Non era il latte?

Prof. Paolo Mainardi

Vorrei provare a fare chiarezza, basandomi sulla fisiologia del sistema digerente. Unico modo per non cadere nella fanta-medicina, in quanto è evidente che occorre conoscere per poter capire.

La prima domanda da porsi è: perchè mangiamo? Risposta: per nutrire le cellule, ma allora capiamo che le cellule di TUTTI i mammiferi necessitano degli stessi nutrienti siano essi carnivori, erbivori, folliveri, frugiferi.

Quali sono questi nutrienti? gli ammino acidi essenziali (EAAs) che non siamo in grado di sintetizzare, ma questi li ricaviamo dalla demolizione delle proteine presenti in ogni tipo di alimento. Gli acidi grassi a corta catena (SCFAs) che sono il nutriente delle cellule intestinali e da cui il fegato sintetizza TUTTO quello che occorre, ovvero carboidrati e chetoni per il cervello, acidi grassi mono- e poli-insaturi.

Si sono sviluppati sistemi digerenti (impianti) DIVERSI sulla base delle differenti preferenze alimentari, ma che devono produrre gli STESSI nutrienti cellulari.

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Se osserviamo (cosa rara oggi) il sistema digerente dei carnivori ci stupisce la sua semplicità: un grande stomaco fortemente demolitore seguito da un tubicino. Infatti i carnivori predatori mangiano SOLO carne GRASSA, mangiano un 70% di GRASSI, sono in dieta chetogenica, grazie alla potenza demolitiva del loro stomaco, li tagliano e ottengono…i SCFAs …fine del gioco.

Il carnivoro necrofago mangia la carne magra che il cugino predatore gli ha lasciato attaccato all’osso, ma SOLO DOPO che batteri ambientali lo hanno digerito, ovvero putrefatto.

Quando noi chiediamo al macellaio di darci carne molto magra, essendo anche poco putrefatta (a noi la cadaverina e la putrescina non piacciono) mangiamo una carne che NESSUN carnivoro MANGEREBBE. E noi non siamo nemmeno carnivori in origine!!!
Allora, cara OMS, non pensi che sarebbe meglio fornire informazioni corrette invece di creare allarmismi?

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Se continuiamo ad applicare le logica (cosa estremamente rara nel mondo della salute, così rara che nemmeno la distribuzione di Poisson è in grado di valutarla) ci accorgiamo che i batteri sono eterotropici, ovvero possono mangiare di tutto e da tutto ricavare il loro sostentamento.

Tra la miriade di batteri devo mantenere alta la quantità di quelli capaci di produrmi gli SCFAs dalla fermentazione delle fibre indigeribili, altrimenti le mie cellule intestinali muoiono di fame, si indeboliscono e producono meno bicarbonato, necessario per mantenere un corretto pH intestinale, che NON è BASICO, ma va da pH 7 a pH 8.

Ogni volta che un bolo di cibo esce dallo stomaco ed entra nell’intestino è una massa acida che deve essere neutralizzata, per mantenere il corretto pH a cui corrisponde una corretta distribuzione delle popolazioni batteriche = simbiosi. Variazioni anche minime porta a disbiosi, questo significa che aumentano batteri diversi da quelli a me utili, che producono gas come H2 e CH4, allora si ha reflusso, gonfiori e meteorismo…

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…ieri una signora in farmacia, che assume Fe e inibitori di pompa protonica, faceva ricetta di carbone vegetale per assorbire l’enorme produzione di gas dovuta alla enorme disbiosi/infiammazione provocata dalla stessa terapia!!!

Non ho potuto fare a meno di pensare che il suo vero problema non sono i gas, ma la scarsa produzione di SCFAs, quindi sta mettendo alla fame il suo intestino. Dato che il compito più importante dei nostri amici batteri è quello di mantenerci sani, indebolirlo è pericoloso…

non esageriamo, anche se limitiamo le nostre (potenti) capacità endogene di mantenerci sani, è sufficiente assumere farmaci, se no cosa li abbiamo fatti a fare? Ogni tanto mi accorgo di essere sciocco.

Rimedi Officinali:

DepurEssiac

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NutriCol

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NutriFlor

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NutriZym

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Asse Intestino cervello, Cibi per l'AnimA

Cocco

Da qualche tempo il cocco, in particolare l’acqua e l’olio di cocco, gode di molta attenzione. Si racconta che l’acqua di cocco venisse somministrata per via endovenosa ai feriti durante la Seconda guerra mondiale, e sentiamo parlare di guarigioni miracolose avvenute per aver introdotto l’olio di cocco nella propria alimentazione. Tutto questo è fondato.

Ma vediamo cosa non è ancora stato scoperto. Il cocco moltiplica il potere degli altri cibi salutari con cui entra in contatto e ne rafforza le proprietà benefiche. Per esempio, l’acqua di cocco aggiunta al prezzemolo in un centrifugato, ne aumenta del 50 per cento la capacità di rimuovere gli acidi improduttivi dal corpo e accresce enormemente gli effetti degli oligoelementi contenuti in quest’erba, già di per sé benefici.

Oppure, se aggiungi la polpa di cocco a un’insalata, gli altri ingredienti – cetrioli, lattuga, pomodori, spinaci e tutto ciò che ha proprietà terapeutiche – diventano più nutrienti e aumentano il proprio potere trasformativo. Il cocco fa sì che un cibo realizzi il suo massimo scopo attivando aminoacidi, vitamine e altre sostanze nutritive in esso contenute, nutrendo te e facendo in modo che tu possa realizzare lo scopo della tua vita … e la tua straordinaria missione.

L’acqua di cocco fornisce al sangue un apporto vitale di glucosio e Sali minerali, come il potassio e il sodio, fondamentali per la produzione dei neurotrasmettitori chimici: se mancano i neurotrasmettitori chimici che ci servono, possono subentrare insonnia, apnea notturna neurologica e altri disturbi del sonno. La cosa migliore da fare per prevenire questi problemi è bere acqua di cocco: è il rimedio più efficace in assoluto per supportare i neurotrasmettitori.

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Per chi ha problemi d’infertilità o disturbi all’apparato riproduttivo, gli oligoelementi e gli elettroliti dell’acqua di cocco nutrono i tessuti di quest’area. L’acqua di cocco è molto importante anche per chi soffre di ipoglicemia e di squilibri glicemici, compreso il diabete; è fondamentale per chi ha le ghiandole surrenali ipoattive o iperattive ed è un ottimo rimedio per ogni genere di disturbo cerebrale e neurologico.

L’acqua di cocco porta benefici a chi soffre di Parkinson, Alzheimer o altre forme di demenza, è eccellente per prevenire l’ictus e offre un supporto speciale per le malattie agli occhi. La polpa di cocco (e l’olio che ne deriva) esercita un’azione antipatogena grazie al contenuto di acido laurico che si combina con altri antiossidanti, perciò è l’ideale se hai bisogno di un cibo antibatterico o antivirale. Quando il cocco scende dallo stomaco all’intestino, uccide tutti gli agenti patogeni che incontra, in più i suoi acidi grassi a catena media scompongono gli altri grassi e aiutano il corpo a espellerli.

MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il cocco nella tua vita.

Sindrome da tachicardia ortostatica posturale, morbo di Addison, sindrome di Raynaud, affaticamento surrenale, ipoglicemia, diabete, cancro alla tiroide, tachicardia, fibrillazione atriale, depressione, ansia, disturbo bipolare, sindrome di Asperger, insonnia, convulsioni, malattie del nervo ottico, glaucoma, emicrania, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, demenza, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, HHV-6, HHV-7, HHV-8, HHV-9 e i non ancora scoperti HHV-10, HHV-11 e HHV-12,

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malattie della tiroide, herpes zoster, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, autismo, noduli alla tiroide, infezioni alle vie urinarie, infertilità, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, sciatica, polmonite batterica, malattia di Lyme, micoplasma, Chlamydophila pneumoniae, parassiti, sindrome del tunnel carpale, ipertensione, papilloma virus, norovirus, pancreatite, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, scottature solari.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il cocco nella tua vita.

Palpitazioni, crisi epilettiche, aritmia, ansia, confusione mentale, vista appannata, paralisi di Bell, perdita della memoria, accumulo di peso, allergie alimentari, spalla congelata, dolore alla mascella, nevralgia, tutti i sintomi neurologici (anche formicolio, intorpidimento, spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace), mal di schiena, sensibilità alle sostanze chimiche, carenza di minerali, spossatezza, apatia, malessere, disidratazione, mal di testa, difficoltà a deglutire, difficoltà respiratorie, infiammazioni al tessuto connettivo, mal d’orecchio, mal di piedi, pressione alta, disturbi del sonno, piastrine basse, nervosismo, fischio o ronzio all’orecchio (acufene), frequente bisogno di urinare.

SUPPORTO EMOTIVO
Conosci qualcuno che reagisce dicendo: “In che modo questa cosa mi riguarda?”. Se la risposta è affermativa, offrigli del cocco in qualunque forma. Il cocco giova alle persone narcisistiche, egocentriche, autocentrate e totalmente assorbite dalla propria visione del mondo. Il cocco apre i canali emotivi a chi ha bisogno di lasciar andare la dipendenza dall’ego e imparare a considerare i valori e i bisogni degli altri, oltre ai propri.

INSEGNAMENTO SPIRITUALERisultati immagini per burro COCCO

Le palme da cocco sono pronte a lasciar cadere i frutti se c’è una bufera. È un gesto che deriva dalla loro saggezza e capacità di sopravvivenza: possono trattenere le noci e rischiare che vengano abbattute dalle raffiche di vento, o lasciarle andare e renderle meno vulnerabili. Una lezione che tutti dovremmo imparare. Quando la vita diventa impetuosa, a volte dobbiamo lasciar andare qualcosa che ci è molto caro, anche se ci sembra la fine del mondo. Le palme da cocco c’insegnano che prima o poi tornerà il sole e che l’importante è restare incolumi.

SUGGERIMENTI
Quando compri l’acqua di cocco, assicurati che sia chiara o abbia solo leggere venature rosa. Non è vero che se è rosa intenso o rossastra è benefica, tutt’altro: il colore segnala che si sta ossidando rapidamente e sta andando a male.

Evita anche l’acqua di cocco che contiene aromi naturali, acido citrico o edulcoranti come il nettare d’agave e lo zucchero di canna raffinato.

Se riesci a procurarti noci di cocco giovani e verdi, cerca di mangiarle nell’arco di pochi giorni. Se stanno troppo tempo in frigorifero possono scoppiare, e tu ti ritrovi acqua di cocco dappertutto.

Se non puoi procurarti i frutti freschi, una valida alternativa è il burro di cocco confezionato o la polpa della noce acerba congelata, da usare per esempio nelle insalate.

Per cucinare, usa l’olio di cocco. Se hai paura di nuotare nell’acqua alta, porta il cocco nella tua vita. Le palme spesso crescono lungo le coste, si flettono sul bordo dell’acqua e lasciano cadere i frutti nell’oceano. Le noci di cocco sono eccellenti nuotatrici, restano a galla a lungo in mare aperto e, mentre fluttuano, assimilano la saggezza dell’oceano, finché approdano a
nuovi lidi dove mettere radici.

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Quando consumi le noci di cocco, erediti questo istinto naturale per la vita nell’acqua, che ti aiuta a rafforzarti e allevia la tua paura. Il cocco consumato la sera è ideale per chi ha difficoltà a dormire nelle notti di luna piena. Esso offre un elevato apporto di sali minerali ed elettroliti ai neurotrasmettitori e agli impulsi elettrici, perciò ti aiuta a difenderti dagli influssi della luna piena.

CURRY GIALLO AL COCCO
Per sei/otto porzioni

Questo curry ricco e articolato è il piatto perfetto da consumare a cena con amici e familiari. La ricetta che ti propongo prevede dosi abbondanti, così ne avrai a sufficienza per sfamare l’intera tavolata o per tenere da parte gli avanzi e consumarli in settimana. Il curry giallo è caldo, gustoso ma delicato, e i sapori dello zenzero, dell’aglio e della curcuma, mitigati dal latte di cocco, si sposano perfettamente con le patate, le carote e la zucca. Questo piatto diventerà uno dei tuoi preferiti e vorrai prepararlo di nuovo.

1 zucca kabocha piccola
8 patate
8 carote
1 cucchiaio d’olio di cocco
3 cipolle a cubetti
8 spicchi d’aglio tritato
2 cucchiai di zenzero grattugiato
2 cucchiai di curry giallo in polvere
3 tazze di latte di cocco
2 cucchiaini di miele
1 cucchiaino e ½ di sale
½ tazza di coriandolo
1 lime
Peperone rosso (facoltativo)

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Metti la zucca kabocha in una grossa pentola e ricoprila d’acqua, porta a bollore e cuoci per 5/7 minuti, finché la zucca si ammorbidisce leggermente. Taglia grossolanamente le patate e le carote e tienile da parte.

Quando la zucca si è intiepidita tanto da poterla maneggiare, tagliala a metà e rimuovi i semi, poi tagliala a tocchetti e rimettila in pentola insieme alle patate e alle carote. Aggiungi 5 centimetri d’acqua e porta a bollore. Copri e prosegui la cottura mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altra acqua se serve. Quando le verdure si lasciano perforare con una forchetta, spegni la fiamma.

Per il curry, scalda l’olio di cocco in una pentola capiente. Aggiungi le cipolle e falle saltare a fuoco alto finché si ammorbidiscono (5 minuti circa), se necessario aggiungi dell’acqua per evitare che attacchino. Aggiungi l’aglio, lo zenzero e la polvere di curry alle cipolle, mescolando di continuo per un minuto.

Quindi versa il latte di cocco, il miele e il sale continuando a mescolare. Unisci le verdure e lasciale cuocere a fuoco basso per 10/15 minuti finché risultano tenere. Servi il curry cosparso di coriandolo, succo di lime e, se vuoi, cubetti di peperone rosso.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

Burro di Cocco

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/burro-di-cocco-vergine/

Asse Intestino cervello, Cibi per l'AnimA

Latte di mandorla, semplice e fermentato,  “formaggio” di mandorla

Gli strumenti necessari per la preparazione (se non avete un estrattore) sono solo un pentolino, un frullatore e un colino metallico a maglie strette (o una garza a maglia fine). Anche in questo caso potete in alternativa utilizzare il Vegan Star o un buon estrattore (magari dopo avere frullato le mandorle sbucciate).

Innanzitutto occorre preparare le mandorle, se possibile partendo dalle mandorle nel guscio, altrimenti dalle mandorle rivestite della loro pellicina marrone. Dopo avere schiacciato le mandorle (o tirate fuori dal sacchetto se avete acquistato le mandorle sgusciate) occorre togliere la pellicina.

La maniera più semplice consiste nel tenere le mandorle in ammollo per 12/24 ore (così inizia la fase di germinazione e gli amidi iniziano a trasformarsi in zuccheri, il seme è più digeribile, diventa più morbido e facile da lavorare) e poi farle scottare un minuto (o poco più) in acqua bollente. A questo punto la pellicina delle mandorle dovrebbe scivolare via facilmente schiacciando il seme tra indice e pollice.

Mettere le mandorle nel frullatore con un po’ d’acqua (quanto basta per coprirle un po’ e permettere al frullatore di lavorare senza fatica, se poi vi piace il latte più o meno denso vi regolerete di conseguenza. Non occorre avere fretta in questa fase perché le mandorle sono piuttosto dure e per sminuzzarle ci vuole un po’ di tempo, aumentando gradatamente l’intensità di rotazione delle lame del frullatore.

L'immagine può contenere: cibo

A questo punto potete decidere se “strizzare” subito le mandorle o scaldare leggermente a fuoco lento in un pentolino a circa 40 gradi (a tale temperatura gli enzimi sopravvivono ancora, al di sopra dei 42 gradi invece vengono distrutti, quindi possiamo parlare ancora di cucina crudista) e lasciare riposare mezz’ora o più, quindi filtrare il tutto con un colino metallico a trama fine o con una garza (il pressa-patate in questo caso non funziona perché il frullato di mandorle è composto di particelle solide molto piccole e vi passa attraverso).

Io non ho mai provato a ripetere questo procedimento per due volte di seguito, ma credo che si possa fare per estrarre una maggiore quantità di “latte”. Il fatto è che uso un colino, la procedura è alquanto lunga e noiosa, e poi la parte solida che rimane (a differenza delle scaglie del cocco) è molto gustosa da mangiare una volta separata dal liquido (certo contiene un po’ di fibra e se state iniziando da poco un regime dietetico curativo come la dieta GAPS o la dieta tendenzialmente crudista, la fibra all’inizio è da evitare).

Se avete un estrattore invece basta versare un po’ di acqua tiepida assieme alle mandorle tritate (o forse anche intere se l’estrattore è potente) ed il latte viene fuori subito, in maniera molto semplice.

L'immagine può contenere: bevanda

Così come si prepara il latte di mandorle si può preparare il latte di noci, nocciole, pinoli, semi di girasole, semi di zucca e semi di sesamo (sempre possibilmente previo ammollo di 12-24 ore). La dottoressa Campbell segnala che per rendere più densi questi tipi di latte si possono aggiungere dei semi di lino.

Ottenuto il latte lo si può mettere in frigorifero e goderselo fresco così com’è. Lo si può eventualmente dolcificare mettendoci a mollo qualche chicco di datteri o uva passa (possibilmente biologica, infatti l’uva – come le banane – è uno dei frutti più irrorati da ogni genere di prodotti chimici, tanto che il succo d’uva concentrato da agricoltura intensiva può contenere tracce di arsenico), aggiungendovi malto di riso (che però non è permesso dalla dieta paleo) o miele (permesso dalla dieta paleo ma inviso ai vegan).

A questo punto se si vuole preparare lo yogurt (di mandorla, noce, nocciola o altro, io per adesso ho provato solo con il latte di mandorla) occorre riscaldare il latte a fuoco lento girando continuamente fino a portarlo alla temperatura di 42 gradi centigradi, sciogliervi un po’ di polvere di fermenti lattici per la preparazione dello yogurt (io l’ho trovata facilmente nei negozi di alimenti biologici) e metterlo a fermentare per 24 ore in una yogurtiera o in un termos (di cui si può realizzare una versione casalinga con un vasetto di vetro chiuso dentro una scatola di polistirolo).

Alla fine si ottiene un prodotto ricco di probiotici utilissimo per il benessere nel nostro intestino.

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Se invece si vuole realizzare il kefir basta partire dal latte a temperatura ambiente, sciogliere i fermenti specifici per la preparazione del kefir (anche questi li ho trovati facilmente nei negozi di alimenti biologici) e lasciare per 24 ore in un vaso di vetro col coperchio appena appoggiato in modo che resti semi-aperto (non chiuso ermeticamente, deve “respirare” per fermentare meglio).

Alla fine sia con lo yogurt che con il kefir si otterrà anche del siero (la parte liquida del risultato finale della nostra fermentazione). Si tratta di un prodotto anch’esso ricco di probiotici che non va assolutamente scartato. Il siero può essere bevuto così com’è o aggiunto alle spremute di frutta fatte in casa; una parte lo si può tenere da parte e riutilizzarlo per una nuova fermentazione (a tale scopo si può anche tenere una parte dello yogurt o del kefir ottenuto).

NB: pare sia meglio prima sciogliere i fermenti in un pochino di liquido non riscaldato e quindi aggiungerli al resto.

“Formaggio” di mandorle (o di altri semi)
Questa ricetta è stata presa (e leggermente semplificata) dal libro “Manuale dei cibi fermentati” di Michela Tevisan, Terra Nuova Edizioni, un libro che potrebbe essere molto utile per integrare l’alimentazione con benefici probiotici (a basso costo in quanto fermentati in casa).

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Preparare le mandorle come spiegato sopra (ammollo 12-24 ore e spelatura). Sciogliere in acqua i fermenti dello yogurt o del kefir (le dosi dipendono dalla quantità di fermenti presenti nella bustina di una determinata marca, per il resto preparare un ugual peso di acqua e di mandorle).

Mettere tutto nel frullatore, tirarlo fuori e fare una “polpetta”, dopo avere eventualmente fatto sgocciolare il liquido in eccesso con l’aiuto di un colino o di una garza; ovviamente qui occorre fare sgocciolare senza strizzare troppo. Ricordo che il liquido, siccome contiene i fermenti non va buttato ma lasciato fermentare, o eventualmente tenuto da parte per qualche altra fermentazione, magari conservandolo in frigorifero per qualche tempo).

Lasciare fermentare per qualche ora (fino a 10) mettere in frigo in un contenitore ermeticamente chiuso, tenervelo altre 24 ore e poi consumarlo (nel giro di una settimana). In alternativa si lascia fermentare il tutto per 36 ore ed è già pronto (magari è più gustoso se lo si fa raffreddare in frigorifero prima di consumarlo).

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In alternativa si può utilizzare il siero ottenuto da qualche fermentazione precedente: io ho fatto così, è venuto ottimo, sembrava un formaggio spalmabile come la crescenza. Per essere preciso ho preso la parte solida delle mandorle (quella che resta dopo che vengono strizzate per fare uscire il latte), l’ho unita ad un po’ di siero di kefir che mi era rimasto, ho mescolato, tolto il siero in eccesso (l’ho bevuto al momento) e poi ho messo il tutto in una tazza con un coperchio appena appoggiato in modo che passasse l’aria. Dopo 5 ore l’ho messo in frigorifero e dopo altre 6 ore era già pronto da mangiare.

È possibile al solito sostituire la mandorla con gli altri semi oleosi, ed è possibile inventare una qualsiasi variante aggiungendo cipolle tritate, erba cipollina, timo, origano, peperoncino, pepe …

Piante Officinali, Senza categoria

Allattamento

Rimedi Naturali nell’Aiuto e Ripristino.

Combinazione di piante della tradizione erboristica, minerali e vitamine opportunamente scelti in grado di favorire un’azione ricostituente e rimineralizzante naturale nei periodi di spossatezza e stress psicofisico.

In grado di aiutare i bambini e i ragazzi nelle loro attività quotidiane e nei cambi di stagione e, in generale, per sostenerli nella fase della crescita e dello sviluppo.

Il prodotto è indicato per stimolare in modo naturale l’appetito e per le donne di coadiuvare le normali funzioni della ghiandola mammaria nella produzione di latte materno.

Oligoelemento Zinco: (Zn2+)
Livello Fisico: Disfunzioni Pancreatiche, disfunzioni tiroidee, disfunzioni ovariche, la ritroviamo nella sindrome del disadattamento, turbe mestruali, sindrome prostatica, indifferenza sessuale e disturbi psichici della menopausa.

Indicazioni: Regolatore specifico della funzione ipofisaria. Stimola il pancreas e la produzione di insulina. Tratta le insufficienze mestruali. Coadiuvante nella terapia dell’impotenza. Previene l’aterosclerosi. Controindicato nella TBC evolutiva e nel cancro conclamato.

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Lo zinco attiva i più diversi ormoni ed enzimi; sono più di 200 le reazioni enzimatiche catalogate, per le disfunzioni delle gonadi, dell’ipofisi, pancreas, stimola anche l’attività del timo, è l’unico minerale che stimola l’attività del timo, e ritarda l’involuzione, di questa ghiandola.

Migliore l’azione dell’insulina, alleviando il diabete. Sostiene il sistema di difesa immunitario, e la produzioni degli ormoni della crescita e di quelli delle ghiandole riproduttive. Esso in tal modo stimola la funzione degli organi sessuali maschili ed allieva i dolori alla prostata ed alle ovaie “funzione elettiva”. Lo zinco inoltre stimola lo sviluppo del cervello e degli organi di senso.

È importante per la retina (specialmente per quanto riguarda la visione in condizioni di oscurità), così come per l’olfatto ed il fusto. Favorisce la rigenerazione e la guarigione delle ferite. L’osteogenesi e la cheratinizzazione degli strati superiori della pelle, dei capelli e delle unghie. Inoltre, esso protegge l’organismo dalle sostanze dannose e dalle radiazioni.

Psiche: Lo zinco favorisce lo sviluppo dell’intelligenza. È utile nei casi di affaticamento, debolezza, paura, tremore alle gambe, carenza di concentrazione ed insonnia (particolarmente in quest’ultimo caso, in quanto spesso indotto da un’iperattività della mente). Infine esso promuove l’intuizione e la spontaneità.

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Spirito: Lo zinco avvia grossi mutamenti nel soggetto; lo aiuta a liberarsi dalle abitudini invariate e ad introdurre sostanziali cambiamenti nella sua vita. Lo rende, inoltre idealista e gli fa vivere più intensamente la propria esistenza, rendendolo, fra l’altro, più comunicativo.

Oligoelemento Rame: (Cu,Cu2+,Cu3+,Cu4+)
Oligoterapia: Il rame è necessario per la sintesi dei fosfolipidi, sostanze essenziali nella formazione delle membrane protettive della mielina che circonda le fibre nervose. Esso aiuta l’organismo ad ossidare la vitamina C e collabora con questa, alla formazione dell’elastina un elemento principale delle fibre muscolari elastiche di tutto il corpo.

Il rame è necessario per un’adeguata formazione delle ossa e del loro mantenimento. È necessario anche per la produzione dell’ RNA fra le migliori fonti. Influenza, stati infiammatori dati dall’effetto reumatologico, manifestazioni infettive ed infiammatorie acute e croniche. Infezioni Acute, Seconda Diatesi, batteriche Virali, scarse difese organiche,

il Rame è proprio importante per le malattie Infettive, non solo per l’uomo ma anche per le piante come antivirale, il verderame è utile per interagire con le malattie delle piante, nei pomodori si usano gli anelli di rame, messi alla base del fusto, il rame è decisamente molto importante in tutte le malattie, come il bracciale in rame che si mette al braccio per l’uomo.

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Anche per le affezioni epatiche e la colecisti, abbinato al ferro, e per problemi di psoriasi, è fondamentale per la formazione dell’emoglobina, il Ferro non può essere utilizzato senza la presenza del Rame,

tra l’altro se assunto con antibiotici, il rame ne potenzia l’azione, consentendo una riduzione degli antibiotici, (ma secondo la Naturopatia) o si prende il Rame o gli Antibiotici, favorisce anche la mobilizzazione della Vit. A, Vit. B e Vit. C, tra l’atro il Rame ha una Sinergia Elettiva con la Vit. C, e quindi durante il periodo infettivo integrare con la Vit. C.

Macronutriente: Favorisce l’assimilazione del ferro da parte dell’intestino e la trasformazione del cibo in sostanze nutrienti trasportabili dal sangue. Esso agisce quale catalizzatore nella formazione dell’emoglobina ed è responsabile della formazione degli enzimi che mantengono elastici i vasi sanguigni.Il Rame sostiene lo sviluppo degli organi sessuali femminili ed attenua i problemi collegati alle mestruazioni.

Inoltre favorisce la crescita e la respirazione delle cellule, oltre che la pigmentazione di pelle e capelli. È presente in forma più concentrata nel fegato, nel cervello e nel sangue, nei confronti dei quali ha una funzione stimolante. Può attenuare stati febbrili, sciogliere crampi, alleviare gli stati d’infiammazione e d’intossicazione.

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Dosaggio: Si può assumere tutti i giorni.

Psiche: Il Rame stimola l’attività onirica e con essa, l’intero mondo dell’immagini inconsci ed il patrimonio di simboli a queste collegate. Il rame sviluppa, quindi, poderosamente la fantasia, aiutando a risolvere problemi complessi; garantisce, al tempo stesso, neutralità ed equanimità. Inoltre, facilita la libera espressione dell’emozioni e permette di vivere senza complessi la propria sessualità.

Spirito: Il Rame favorisce il senso dell’estetica ed il gusto del bello, nonché, la crescita culturale dell’individuo, rafforzando inoltre in questi il senso della giustizia, nonché la spinta all’amicizia e all’amore verso tutti gli esseri viventi.

GalegaVin

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Zinco Rame

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Clorofilla

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Multinatural

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