Asse Intestino cervello

Candida e parassitosi

Prof. Paolo Mainardi
candida e parassiti fanno parte del nostro microbiota, ci danno fastidio solo se infestano e infestano solo grazie a condizioni ambientali troppo favorevoli. Non dobbiamo debellarli, con essi facciamo fuori anche i batteri simbiotici, dobbiamo riconfinarli, modificando per esempio l’acidità-basiictà dell’intestino.

Questa azione non può essere fatta attraverso il cibo, basico o acido che sia, per nostra fortuna non è possibile così modificare il pH dell’intestino.

Se fosse stato possibile saremo già estinti. Occorre rinforzare la cellula intestinale in modo che aumenti la produzione di bicarbonato con il quale controlla che l’ambiente non diventi acido.

Ricordatevi che i nostri tessuti non sono basici, vanno dall’acido al neutro (limite tra neutro e alcalino nel colon pH = 8), sono molto più delicati alle basi forti che agli acidi forti (la LD50 dell’acido è 50 volte superiore alla LD50 della base).

Non ci sono microbi buoni e cattivi è un giusto equilibrio tra i vari ceppi che fornisce un intestino a noi simbiotico, usare antibiotici equivale ad usare bombe per fare restauro di mobili antichi.

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La parassitosi è dovuta ad un ambiente intestinale non corretto, il serplus ripristina un ambiente corretto poco ospitale per i parassiti. Altrimenti è come svuotare una casa allagata con un secchiello senza prima chiudere il rubinetto del tubo che perde.

La candida infesta quando il pH diventa troppo favorevole per essa. Il pH diventa più acido in seguito disbiosi/infiammazione cronica. Quest’ultima è la vera causa di tutti i mali, tumori inclusi.

Normalmente siamo in grado di detossificare il nostro corpo da tutte le tossine che entrano o che vengono prodotte da funghi, lieviti batteri. Quasi tutte le nostre cellule esprimono perossisomi, organelli cellulari, pieni di acqua ossigenata, ipoclorito con cui demolire ogni molecola chimica.

I perossisomi esercitano molte azioni che vanno dall’ossidazione degli acidi grassi a lunga catena (detta beta-ossidazione), alla sintesi del colesterolo e degli acidi biliari nelle cellule epatiche, alla produzione di plasmalogeni. Intervengono altresì nel metabolismo degli amminoacidi e delle purine e prendono parte al processo di smaltimento dei composti metabolici tossici.

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Intolleranze alimentari e allergie ed i carboidrati insulinici

Abbiamo visto che le patologie delle allergie e delle intolleranze alimentari sono in vorticoso aumento e più andiamo avanti con l’età, più ci accorgiamo di diventare intolleranti ad alcuni alimenti o addirittura siamo soggetti a crisi allergiche.

Più volte ci siamo sentiti dire che ciò dipende dal nostro sistema immunitario, che ad un certo punto diventa super attivo e reagisce ad un determinato alimento o allergene, creando una risposta infiammatoria eccessiva.

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Quante volte ci siamo riproposti di sottoporci ad esami di tipo diagnostico per comprendere quali alimenti sono per noi più reattivi, nella speranza poi, di eliminarli dalla nostra dieta e ripristinare il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario?

Chi lo ha fatto si è sicuramente reso conto che i cibi, che per un periodo sono risultati più reattivi, una volta eliminati dalla dieta, sono diventati poi meno invasivi, mentre al contrario altri alimenti ai quali il nostro corpo era indifferente, diventano di colpo reattivi. Ciò accade perché il nostro sistema immunitario si sensibilizza in base alla quantità di proteine che il singolo alimento contiene. Quindi se si mangia più spesso un alimento, ben presto comparirà anche la risposta immunitaria alle proteine in esso contenute.

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A nulla servirà incominciare ad eliminare gli alimenti per noi più sensibili, se non ci porremmo l’obbiettivo invece di ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale. È infatti proprio la disbiosi il motivo principale dell’insorgenza di tale patologia. Quindi, rimarchiamo ancora un volta che è l’introduzione di alimenti amidacei e di zuccheri la causa della patologia allergica e dell’intolleranza alimentare.

Abbiamo affrontato nel capito della disbiosi, come i carboidrati complessi (pane, pasta, pizza, riso, legumi e patate) inducono una maggiore produzione di batteri fermentativi, putrefattivi e della candida, i quali aggrediscono il bolo alimentare portando le proteine alla putrefazione. Vi ricorderete che l’istamina e le altre ammine biogene (putrescina, cadaverina, spermidina, spermina ect.) provengono dalla decarbossilazione delle proteine.

Il nostro corpo sarebbe in grado di degradare queste ammine utilizzando gli enzimi Dao, Mao e Pao presenti nell’intestino ma purtroppo la produzione di scorie acide, prodotte dai batteri fermentativi e dalla candida, inibiscono la produzione di questi enzimi. Inoltre con il fenomeno della permeabilità intestinale (Leaky Gut Syndrome) le particelle di istamina (e le altre ammine) giungono insieme alle proteine non scomposte direttamente nel torrente sanguigno.Risultati immagini per infiammazione istamina

L’istamina stimola la proliferazione dei linfociti Th2 (tramite il recettore H2), i quali tramite le interleuchine IL-3 ed IL-5 stimolano la produzione di eosinofili e mastociti che inizieranno la produzione di altra istamina e di acido arachidonico capace di promuovere altre sostanze infiammatorie (che causano l’infiammazione dei nostri tessuti).

Infine con la produzione della interleuchina IL-4 (prodotta dai linfociti Th2) inibisce la produzione dei linfociti Th1 (quelli che combattono i virus e le cellule tumorali) con un aumento della produzione dei linfociti Th2 (che combattono i batteri), aumentando ancora una volta la produzione di istamina.

La interleuchina IL-4 stimola i linfociti B alla produzione delle immunoglobuline IgE, che si legheranno agli eosinofili e ai mastociti, predisponendoci all’allergia. Se poi siamo di fronte a stimoli allergeni come acari (polvere), polline e graminacee, la massiccia presenza delle IgE causerà i classici sintomi della rinite allergica, come starnuti, aumento secrezione di muco, chiusura del dotto nasale, pruriti, eritemi cutanei.

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Inoltre l’aumentata presenza di batteri (disbiosi) causa una maggiore produzione di linfociti Th2 e di plasmacellule (linfociti B) presenti nella mucosa intestinale, incrementando l’effetto sopra descritto.

Solamente il ripristino delle condizione di omeostasi e quindi l’eliminazione di amidi e zuccheri, potranno riportarci ad un sistema immunitario non iperattivo associato sempre a Rimedi mirati e sicuri, oltre alla comprensione della cause manifeste spesso diverse da persona a persona.

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I carboidrati insulinici causano le malattie moderne

Sarà difficile sentir dire da un medico che i carboidrati sono la base delle malattie moderne (praticamente tutte).

Alcuni dottori ci diranno che ciò dipende dalla quantità di carboidrati ingeriti. Purtroppo, abbiamo stravolto la dieta ancestrale, trasformando la nostra alimentazione a base di grassi e proteine, in quella moderna a base di zuccheri. Il corpo è nato per funzionare con i grassi (lo ha fatto per milioni di anni), ma nonostante ciò, la classe medica non prende in considerazione queste evidenze scientifiche.

D’altronde non si può immaginare che un cambiamento così estremo non comporti problemi e malattie. In questa parte del libro parleremo appunto della correlazione tra l’assunzione dei carboidrati insulinici (che attivano l’insulina) e le malattie moderne che affliggono l’uomo.

L’obesità ed i carboidrati insulinici.
L’obesità rappresenta più di altre, la malattia con la più evidente correlazione con i carboidrati.

Infatti questa incredibile pandemia ha avuto inizio proprio dall’introduzione di tutti quei cibi considerati cibo spazzatura. Stiamo parlando delle bibite zuccherate, degli snack a base di patate, riso, mais, cereali o caramelle, cioccolatini. Che sommandosi al consumo di alimenti come pizza, pasta, riso e pane, ne hanno aumentato gli effetti nefasti, aumentando il numero dei picchi glicemici della giornata.

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Inoltre sappiamo che tutte le calorie assunte sotto forma di carboidrati insulinici, non vengono consumate dal nostro corpo, ma che al contrario le deposita nelle cellule adipose. Infine il calo glicemico (causato dall’insulina) ci induce a mangiarne di nuovo. Nel passato non c’era una disponibilità così immediata ed eccessiva di prodotti a così alto carico di glicemico ed inoltre ci si muoveva molto di più. Per questo, per quanto non idonei, i cibi non causavano l’insorgenza dell’obesità.

Abbiamo visto che gli alimenti insulinici (a base di carboidrati) non stimolano la produzione
dell’ormone colecistochinina, il quale ci induce la sensazione di sazietà, evitandoci così di introdurre più calorie di quelle di cui abbiamo effettivamente bisogno. Inoltre l’insulina induce i cali di leptina (successivi ai picchi), che a loro volta causano la produzione di grelina (ormone della fame). Sappiamo che gli sbalzi di leptina causano nel tempo un effetto chiamato leptino-resistenza, capace di diminuire l’effetto della leptina sulle cellule bersaglio.

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Ciò, da una parte influenza direttamente il funzionamento della tiroide (con l’effetto di far scendere il metabolismo del corpo) e dall’altra è la causa di una maggiore produzione di grelina (maggiore senso di fame). In effetti una maggiore presenza di cellule adipose, dovrebbe indurre il nostro corpo a non richiedere altro cibo (sentire la fame), mentre al contrario le persone obese (afflitte da leptino-resistenza) sono sempre affamate.

Abbiamo inoltre approfondito come questi cibi inducono il nostro cervello a farceli desiderare con bramosia. Se a ciò aggiungiamo, la disponibilità e l’efficienza distributiva di come tali prodotti siano posti in vendita e di quali budget milionari dispongano le catene distributive e le multinazionali per indurci ad acquistarli, è facile immaginare perché tanta gente stia diventando obesa. D’altronde dove nasce un bisogno, c’è sempre qualcuno pronto a soddisfarlo.

L’ipercortisolemia ed i carboidrati insulinici
Il cortisolo è un nostro grande alleato, ma il consumo dei carboidrati insulinici lo hanno trasformato in nemico da contrastare.

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I carboidrati sono dei promotori incessanti della produzione di tale ormone, svolgendo in tal senso un’azione diretta e indiretta. L’azione diretta si riferisce al compito del cortisolo di ripristinare la quantità minima di glucosio nel sangue (0,8 g/lt). Difatti come abbiamo già detto, l’intervento dell’insulina (a seguito di un pasto a base di carboidrati) causa inevitabilmente un calo glicemico (successivo al picco). Quindi ogni qual volta attiviamo l’insulina promuoviamo successivamente l’intervento del cortisolo.

L’azione indiretta si riferisce al compito del cortisolo di contrastare tutte quelle patologie promosse dall’assunzione dei carboidrati: l’infiammazione cronica, l’infiammazione intestinale (Sibo), le malattie autoimmuni (ad esempio artrite reumatoide), infiammazione causata dal tessuto grasso (morte degli adipociti). Inoltre un’alimentazione ricca di zuccheri (che porta con sé i problemi delle glicotossine, della permeabilità intestinale, dei radicali liberi, della candida, etc.) conduce nel tempo all’infiammazione silente e cronica, un’altra causa della produzione eccessiva di cortisolo.

Questo ormone non è in grado di fermare l’infiammazione cronica ma solo tenerla a bada. Ciò significa che le infiammazioni nel tempo, tenderanno ad aumentare (perchè non vengono mai eliminate) causando un incremento costante di cortisolo.

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La Dieta Anti – Candida intestinale 

Come abbiamo visto l’era degli antibiotici e degli steroidi ha fornito ai lieviti e alle muffe una grande opportunità di crescita. Questi micro-organismi hanno sempre vissuto nel nostro organismo, ma se in individui sani il loro numero viene tenuto a bada dalla flora benefica dell’intestino e non provocano alcun danno, quando questa viene distrutta o compromessa da antibiotici o dallo stile di vita, i lieviti prendono il sopravvento e da innocui diventano una minaccia temibile.

Una particolare famiglia di lieviti, la candida, è al centro dell’attenzione. Candida è un fungo che in casi patogeni causa una serie di malattie degenerative come Sclerosi Multipla, la Sindrome da Fatica Cronica, Fibromialgia e disordini neurologici, per menzionarne solo alcune.

Quando la crescita di candida è sproporzionata la produzione di alcol e acetaldeide, due tra le tossine più pericolose, raggiunge livelli critici. I bambini autistici, quasi senza eccezione, sono affetti da questo temibile fungo. Siccome candida si nutre di zuccheri, la dieta anti-candida [si intende una qualsiasi dieta anti-candida] si propone di eliminare tutti gli alimenti che li contengono anche in minima misura.

Si cerca di far morire candida di fame togliendo zucchero, fruttosio, maltosio, lattosio, sciroppo d’acero e miele. La frutta viene tolta perché contiene zuccheri, anche se questi sono zuccheri semplici. La crescita eccessiva di candida, poi, può favorire allergie ad altri funghi e muffe; allora anche tutti gli alimenti fermentati vengono tolti: lievito e alimenti lievitati come il pane, tutte le bevande fermentate come l’aceto, la birra, tè e caffè, frutta secca e succhi di frutta, funghi ecc.

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Ma i cereali e gli amidi non vengono esclusi dalla dieta, anzi si consiglia il granturco, grano saraceno, miglio, riso, patate e così via. Ma proprio qui sta il problema, vediamo perché.

La candida non è mai sola nel nostro sistema digestivo, ma vive in compagnia di qualcosa come 500 specie di altri batteri potenzialmente patogeni. Quando si analizza la flora di un paziente autistico, oltre al a candida si trovano anche altri patogeni, quel i appartenenti alla famiglia dei clostridi ad esempio sono tra i più comuni.

Questi due gruppi sono i principali responsabili del a permeabilità dell’intestino e capaci di impedire agli enterociti la funzione di scomposizione dei carboidrati in molecole più piccole e assimilabili. Il risultato è che i carboidrati complessi, quelli che si trovano nei cereali e negli amidi, non vengono digeriti e diventano invece cibo per i patogeni. La conseguente permanenza e fermentazione nell’intestino ne aumenta il danno delle pareti e ne peggiora l’infiammazione e le reazioni autoimmunitarie.

La maggioranza dei patogeni: batteri, funghi, protozoi e vermi, si nutrono di questo materiale non digerito. La dieta anti-candida associata a quella GFCF, e spesso anche quella priva di fenoli, viene incoraggiata per i bambini autistici. In pratica la dieta di questi bambini si riduce a molto riso, patate, pane e pasta senza glutine.

Purtroppo però anche con questi alimenti l’intestino rimane infiammato, in altre parole permane la tossicità che li rende autistici, così come persistono altre patologie infiammatorie sia nell’intestino che nei vari organi.

Ma allora cosa non devono mangiare questi bambini e adulti affetti da problemi infiammatori al Microbioma?

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Prima cerchiamo di capire come il cibo viene assorbito dal nostro corpo. L’assimilazione avviene nel tenue, principalmente nel duodeno e nel digiuno [medio tenue], le pareti del quale sono ricoperte dai villi, piccole protuberanze che esistono proprio per aumentare la superficie di assorbimento.

Questi villi sono ricoperti di cellule chiamate enterociti che sono poi le vere responsabili dell’assimilazione dei nutrienti. La loro importanza è a dir poco vitale. Gli enterociti nascono alla base dei villi e viaggiano verso la loro cima dove poi muoiono. Il veloce arco di vita di queste cellule è regolato dalla flora batterica benefica.

Come abbiamo già detto in un capitolo precedente, la flora garantisce che gli enterociti siano in ottima salute e in grado di fare il loro lavoro. Gli enterociti assorbono i nutrienti in questo modo:

• Carboidrati.
I carboidrati sono composti di molecole chiamate Monosaccaridi. Ce ne sono molti, i più comuni sono il Glucosio, Fruttosio e Galattosio. I monosaccaridi sono abbondanti nella frutta e sono anche gli ingredienti del miele, per questi alimenti quindi non è necessaria una vera e propria digestione.

Il galattosio lo si trova nei latticini acidi come lo yoghurt. I monosaccaridi sono quindi i carboidrati più facili da digerire e la dieta di chiunque abbia difficoltà digestive ne dovrebbe essere piena. I prossimi carboidrati sono i Disaccaridi, composti cioè di due molecole di monosaccaridi. I disaccaridi più comuni sono il saccarosio (lo zucchero da tavola), il lattosio e il maltosio prodotto dalla digestione dell’amido.

Questi doppi zuccheri mettono a dura prova gli enterociti che devono prima scomporli in monosaccaridi per poterli assimilare. Questa operazione costituisce uno dei principali problemi per le persone GAPS. Gli enterociti, messi fuori combattimento dai patogeni, non hanno la capacità di scomporre i disaccaridi che rimangono nell’intestino a nutrire la candida. I disaccaridi devono essere esclusi dalla dieta dei bambini autistici o da intestino permeabile.Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Il maltosio è un sotto-prodotto della digestione degli amidi, come le patate, e le sue enormi molecole sono praticamente una lunghissima catena di monosaccaridi. La digestione degli amidi richiede uno sforzo anche per gli organismi sani e in parte rimangono non digeriti, altro nutrimento per candida.

Quelli che vengono invece digeriti producono maltosio: un altro disaccaride che come ormai sappiamo deve essere scomposto in monosaccaridi dagli enterociti.

Anche in questo caso per privare i patogeni di nutrimento, gli amidi dovrebbero essere eliminati dalla dieta dei bambini autistici e non. Non preoccupatevi, una volta che le funzioni intestinali saranno ristabilite, questi alimenti potranno essere reintrodotti nella dieta di vostro figlio senza effetti negativi. Tuttavia niente in natura è bianco o nero, alcuni frutti contengono il disaccaride saccarosio, soprattutto quelli non maturi, meglio quindi far mangiare frutta ben matura.

Molta frutta e verdura contengono saccarosio e amido, ma la quantità è minima paragonata a quella di cereali e verdure amidacee. Anche se l’intestino è irritato riesce ad affrontare queste piccole quantità.

• Proteine.
Come risultato della digestione avvenuta nello stomaco da parte dell’enzima pepsina e nel duodeno da parte degli enzimi pancreatici, le proteine arrivano agli enterociti in forma di peptidi. I peptidi sono catene proteiche composte da amminoacidi che non possono essere digeriti e assimilati finché non siano scomposti in singoli amminoacidi, operazione eseguita, ancora una volta dagli enterociti che producono enzimi chiamati Peptidasi.

Conosciamo già due proteine che non possono essere scomposte dai bambini autistici: il glutine e la caseina che rimangono appunto in forma di peptidi. Le proteine migliori e più facilmente digeribili da questi bambini sono pertanto quelle delle uova, della carne e del pesce. Anche la loro cottura è importante: bollite, stufate e in camicia (per le uova), piuttosto che fritte, arrosto o alla brace, è il modo migliore per fornire proteine essenziali per i nostri figli.

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Le uova sono un pozzo naturale di nutrimento, contengono proteine nobili, molte vitamine del gruppo B, zinco ed altre sostanze utili. A meno che il paziente non abbia una particolare allergia, le uova avranno un ruolo importante nel a dieta.

• Grassi.
Per essere assimilati i grassi richiedono l’intervento della bile. Gli enterociti non hanno un gran ruolo nella loro digestione e assimilazione. Ecco perché la pratica clinica dimostra che persone affetti da disturbi digestivi tollerano bene i grassi. Per un paziente con flora compromessa però abbiamo un problema. Il rivestimento dell’intestino è una membrana mucosa. Qualunque mucosa, quando aggredita, produce una enorme quantità di muco come difesa, cosa che, in questo caso, interferisce con la digestione del cibo, inclusi i grassi.

Il muco riveste completamente il cibo e non permette che la bile o gli enzimi digestivi possano raggiungerlo. Come risultato i grassi non vengono digeriti, ma espulsi con le feci che spesso hanno un colore pallido. Questo difficile assorbimento dei grassi ha come conseguenza che le vitamine solubili nei grassi [liposolubili] come la A, la E, la D e la K non vengano assimilate.

L’esperienza clinica dimostra che quando gli amidi e i disaccaridi vengono sospesi per un periodo abbastanza lungo, la produzione di muco si normalizza e l’assimilazione dei grassi migliora.

Per riassumere, un bambino autistico o da infiammazione del Microbioma deve evitare:

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1. Cereali: grano, riso, orzo, mais, miglio, tapioca, grano saraceno, farro, sorgo, quinoa (alcuni non sono strettamente cereali, ma siccome sono comuni li ho elencati qui). Questo toglierà molti amidi e tutto il glutine.
2. Amidi: patate e tutto ciò che le contiene, maranta, pastinaca, rutabaga [o navone – brassica napus]. Ceci, fave, piselli, soia, fagioli amidacei.
3. Zuccheri: tutti e tutto ciò che li contiene, [compresi aspartame, neurotossico e xilitolo, sospetto perché prodotto con nickel] [per metabolizzare una molecola di zucchero bianco si impiegano 56 molecole di magnesio]. Zuccheri consentiti sono quelli della frutta e del miele
4. Latte: e tutto ciò che lo contiene, inclusi gli yogurt commerciali.
5. Soia: niente soia. Quello della soia è diventato un affare troppo lucroso e basta guardare a come viene prodotta per far passare la voglia a qualsiasi genitore di inserirla nella dieta del proprio figlio.

Praticamente tutta la soia usata dall’industria alimentare è geneticamente modificata. La fibra viene tolta mettendo i semi a bagno in soluzione acida in vasche di alluminio. L’acido fa passare l’alluminio nei semi e questo metallo è stato ufficialmente riconosciuto come principale responsabile dell’Alzheimer. L’uso di soia nella dieta di una persona GAPS inibirebbe ulteriormente la funzione tiroidea, già compromessa in quasi tutti i soggetti autistici.

Ma non basta: la soia si lega con calcio, magnesio, ferro e zinco impedendone l’assimilazione e deve essere esclusa. Per un elenco completo dei cibi da evitare consultate il capitolo “Cibi Permessi”.

Nessun cibo confezionato. I processi industriali aggiungono conservanti, coloranti, solventi, vitamine sintetiche, “aromi naturali”, additivi chimici ed esaltatori di sapore per compensare tutto ciò che è stato tolto durante la lavorazione che priva i cibi di praticamente qualsiasi valore nutritivo. È stato provato in laboratorio come molte di queste sostanze chimiche siano cancerogene e contribuiscano ad aggravare i danni neurologici.

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Il corpo umano riconosce ed assimila solo le vitamine naturali, quelle sintetiche passano nell’organismo senza apportare grandi benefici. Inoltre l’industria alimentare non è obbligata ad elencare ingredienti già trasformati da terze parti, quindi leggere l’etichetta non sempre è garanzia che quello dichiarato sia il reale contenuto del prodotto. È stato effettuato un interessante esperimento sui cereali per la prima colazione.

Un laboratorio ne ha analizzato alcune marche concludendo che la scatola, fatta di pasta di legno, aveva nutrienti più utili dei cereali che conteneva. Due parole sulle farine commerciali senza glutine per celiaci e bambini autistici e non. Praticamente nessuno di noi compra il frumento e poi lo usa, magari macinandolo per farci il pane. La farina arriva ai forni in sacchi preconfezionati con miscele diverse a seconda del loro uso: per farne pane, biscotti o altri prodotti.

Queste farine sono “arricchite” con conservanti per durare più a lungo, pesticidi per evitare la contaminazione di insetti, sostanze che impediscono che la farina assorba umidità e sbiancanti per dargli un colore rassicurante. A questo punto viene tolto il glutine con un altro processo chimico. Il rischio è troppo alto.

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Tutti i cibi della dieta di una persona GAPS, sia cioè iperattivo, dislessico, disprassico, asmatico o autistico, devono essere naturali, acquistati freschi e cucinati a casa, non potete
fidarvi di alcun cibo proveniente dall’industria alimentare, vostro figlio è in uno stato troppo sensibile per essere messo in mani che non siano le vostre.

Natasha Campbel McBride
Sindrome dell’intestino e della psiche
Trattamenti naturali per autismo, ADHD/ADD, dislessia, disprassia e depressione, disbiosi, e patologie del microbioma intestinale

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Unghia di gatto 

Se è evidente che l’infiammazione è uno dei fattori alla base delle malattie croniche, è vero anche che la ricerca medica non ha ancora scoperto che cosa la determina. La colpa è spesso da attribuire all’esplosione virale che dilaga ai giorni nostri; diversi ceppi e varietà di Epstein-Barr, herpes zoster, HHV-6 e altri virus erpetici, insieme a batteri e parassiti, sono all’origine della sofferenza di molte persone.

Per liberarci delle infiammazioni e degli altri sintomi debilitanti delle malattie croniche, dobbiamo liberarci degli agenti patogeni. E qui entra in scena l’unghia di gatto, o Uncaria tomentosa, una delle risorse più potenti per fermare
l’epidemia di malattie croniche e misteriose del XXI secolo.

L’unghia di gatto aiuta ad alleviare quasi ogni sintomo, da quello neurologico a quello digestivo. Quest’erba è stata sotto i riflettori per le sue proprietà terapeutiche, ma la scienza non ha ancora scoperto che essa contiene composti farmacologici bioattivi in grado di sostituire i prodotti di sintesi. Troppo spesso vengono prescritti antibiotici per curare malattie come, per esempio, quella di Lyme, eppure il mondo sarebbe ben diverso se al posto degli antibiotici si usasse l’unghia di gatto:

l’incidenza delle malattie si ridurrebbe e la guarigione sarebbe più rapida, a prescindere dalla patologia in questione. Ovviamente gli antibiotici prodotti in laboratorio hanno la loro utilità, ma l’unghia di gatto è straordinaria, perché i batteri e gli agenti patogeni non riescono a sviluppare una resistenza come a volte succede con i farmaci. L’unghia di gatto li elimina senza provocare la reazione di Herxheimer – il rilascio di tossine alla morte degli agenti patogeni – che invece si verifica con gli antibiotici, perché i composti farmacologici bioattivi dell’unghia di gatto regolano la distruzione dei microrganismi in una maniera tollerabile da qualunque organismo.

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È poi formidabile per combattere i virus: la ricerca medica un giorno scoprirà un gruppo di antivirali adattogeni e si renderà conto che l’unghia di gatto è uno
dei più potenti. Quest’erba è uno strumento eccezionale per contrastare PANDAS (disturbi neuropsichiatrici infantili di origine autoimmune associati alle infezioni da streptococco), SLA, infezioni da streptococco alla gola, sclerosi multipla, dolori di natura misteriosa e molto altro.

L’unghia di gatto può anche liberare il corpo dal famigerato streptococco, spesso erroneamente scambiato per un lievito o per la candida. Milioni di donne assumono antibiotici o antimicotici che non fanno altro che aggravare il problema, perché gli streptococchi che causano infezioni alle vie urinarie spesso sono resistenti agli antibiotici.

L’unghia di gatto riduce lo streptococco senza creare problemi, il che la rende il
rimedio migliore per combattere le infezioni alle vie urinarie e una risorsa fondamentale del nostro tempo. Fai attenzione, però: se sei incinta o stai cercando di concepire dovresti evitarla.

MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre l’unghia di gatto nella tua vita.L'immagine può contenere: testo

Qualunque tipo di cancro, malattia di Lyme, tutti i cofattori della malattia di Lyme (compresi Borrelia, Bartonella, Babesia e micoplasma), sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, SLA, laringite, PANDAS, infezione da streptococco alla gola, sclerosi multipla, discinesia, artrite reumatoide, infezioni alle vie urinarie, infezioni ai reni, linfomi (anche non Hodgkin),

Chlamydophila pneumoniae, infezioni da lieviti, emicrania, sindrome del colon irritabile, ulcera, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, herpes zoster, HHV-6, HHV-7, HHV-8, HHV-9, i non ancora scoperti HHV- 10, HHV-11 e HHV-12, noduli, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), acne, malattia infiammatoria pelvica, vitiligine, disturbi del sonno, attacco ischemico transitorio, fascite plantare, artrite psoriasica, neuroma di Morton.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre l’unghia di gatto nella tua vita.

Infiammazioni, dolori diffusi, fischio o ronzio all’orecchio (acufene), sovrapproduzione di candida, disfunzioni dell’articolazione temporomandibolare, gastrite, formicolio e intorpidimento, palpitazioni di origine neurologica, mal di testa, confusione mentale, infezioni da parassiti e batteri, contrazioni involontarie, paralisi di Bell, spalla congelata, spasmi, tic, debolezza agli arti, sensazioni di bruciore nel corpo o sulla pelle, disturbi digestivi, formicolio e pizzicore, tremori, difficoltà a deglutire, biascicamento, nervosismo, convulsioni, eruzioni cutanee, sindrome delle gambe senza riposo, capogiri, problemi di equilibrio, dolori vaganti, crampi muscolari, rigidità e/o debolezza muscolare, dolore al collo, alle articolazioni e/o alla mascella.

SUPPORTO EMOTIVORisultati immagini per uncaria tomentosa immagini

Se hai la tendenza a giudicare in fretta o a puntare il dito contro gli altri, il primo passo è renderti conto di questo atteggiamento. Il secondo è prendere l’unghia di gatto. Quest’erba è molto utile per ridurre il senso di urgenza, così, invece di reagire in modo automatico a una situazione, puoi darti il tempo per pensare, elaborare e affrontare ciò che è accaduto con un equilibrio mentale più saldo.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Tutti sono alla ricerca del Santo Graal della salute. In ogni nuova tendenza speriamo di trovare la risposta giusta, la protezione che stavamo aspettando, la scoperta che cambierà la nostra vita. Nel frattempo una medicina naturale miracolosa, l’unghia di gatto, resta pressoché ignorata. Se le dessimo l’occasione di provarla, l’unghia di gatto dimostrerebbe di essere un rimedio portentoso.

Nella vita ci capita di trascurare benedizioni che sono fonte di salvezza: l’unghia di gatto c’insegna a rivalutarle. Ti è mai capitato di sottovalutare una persona, una risorsa, un oggetto, un’opportunità, per poi accorgerti che ti sei lasciato sfuggire il dono più prezioso della vita? C’è qualcosa intorno a te, in questo preciso momento, che potrebbe aiutarti se solo glielo permettessi? L’unghia di gatto c’insegna che a volte ciò che cerchiamo è sotto i nostri occhi, dobbiamo solo prestare attenzione e riconoscere i miracoli che accadono ogni giorno intorno a noi.

SUGGERIMENTI

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Quando scegli la tintura madre di unghia di gatto, assicurati se in alcool, che sia Spagyrico Alchemico, in quanto altre soluzioni alcoliche ne annulla gli effetti benefici.

Quando parti, porta con te una boccetta di tintura madre di unghia di gatto insieme al kit del pronto soccorso e ricordati di assumerne qualche goccia durante il viaggio.

È uno strumento formidabile per garantire le difese immunitarie e tenere lontane malaria e infezioni batteriche.

Qualunque sia il problema di salute per cui la prendi, bevi la tisana o assumi la tintura madre di unghia di gatto la sera: in questa fase della giornata le sue proprietà terapeutiche sono più efficaci.

TISANA DI UNGHIA DI GATTO
Per quattro tazze

L'immagine può contenere: pianta e bevanda

Non c’è nulla come una tisana di unghia di gatto per attivare le potenzialità di guarigione del corpo. La tisana è particolarmente efficace dopo lo yoga o il pilates.

4 cucchiaini di unghia di gatto
½ limone affettato
Miele grezzo (facoltativo)

Fai bollire quattro tazze d’acqua. Metti un cucchiaino di unghia di gatto per ogni tazza4 e lascia in infusione per almeno cinque minuti. Servila con fette di limone e, se lo desideri, miele grezzo.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

FitoMater Uncaria Tomentosa

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ImmunoVin

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Cordyceps

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Piante Officinali

Crespino (Berberis vulgaris)

Parti impiegate: scorza della radice.

Note Bibliografiche:

É un arbusto spinoso, alto sino a tre metri, con foglie piccole e lucide bordate da ciglia spinose.

Le sostanze chimiche contenute sono le seguenti: berbamina, berberina, berberubina, columbamina, idrastina, jatrorrizina, ossicantina, palmatina.

Agisce come vasodilatatore, diminuisce la frequenza cardiaca, stimola le funzioni intestinali, riduce la vasocostrizione bronchiale, uccide i batteri della pelle.

Modalità d’uso: decotto di un cucchiaino da tè di scorza polverizzata per una tazza d’acqua.

Bollire per 15-30 minuti, filtrare e lasciare raffreddare.

La tisana va bevuta fredda. Dose: una tazza al giorno.

Proprietà: antibatterica (stafilococco, streptococco, salmonella, vibrio cholerae, giardia lamblia, escherichia coli – vie urinarie, candida albicans infezione vaginale da lieviti), immunostimolante, abbassa l’ipertensione arteriosa, si fanno delle ricerche sull’inibizione d’alcuni tipi di tumori, agisce sul fegato con azione coleretica.

Non assumere in gravidanza e nei disturbi cronici del tratto gastrointestinale, come ulcera duodenale o gastrica, reflusso esofageo, coliti ulcerose, diverticolite.

Si sconsiglia: di non superare la dose. Può causare la caduta di pressione, vomito, depressione del ritmo cardiaco.

Sconsigliata ai cardiopatici, con problemi respiratori cronici (asma, enfisema), non in gravidanza e nel periodo dell’allattamento.

DepurVin:

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Piante Officinali

Clorofilla (Alfa alfa)

Parte delle foglie verdi delle piante.

Ha un’azione ematopoietica in diverse forme d’anemia.

Rinforza: il cuore perché tonifica la contrazione cardiaca.

Si una come cicatrizzante: nell’ulcera peptica allo stomaco, come deodorante, neutralizza gli odori spiacevoli del corpo e rinfresca l’alito, rigenera le cellule, facilitando l’apporto d’ossigeno e portando energia al loro interno, migliora la resistenza del corpo, ha importanza fisiologica nutrizionale del nostro corpo.

Se manca l’ossigeno: nel nostro intestino crasso s’instaura una putrefazione intestinale prodotta da batteri anaerobici. Questi piccolissimi organismi produrranno sostanze tossiche e nocive, che passeranno dopo in circolo col rischio di intossicare, intasare, corrompere, infiammare, indebolire e fino anche a far degenerare organi o apparati. Se le tossine non sono eliminate tramite organi emuntori, ci si sente stanchi, svogliati, gonfi, esposti a diverse malattie.

Un’arma efficace: è proprio la clorofilla che porta ossigeno dentro l’intestino per favorire così i batteri aerobi e la normale decomposizione dei nostri rifiuti alimentari. La clorofilla/molecola è quasi identica alla molecola dell’emoglobina, che come noto, porta l’ossigeno dai polmoni alle nostre cellule.

Ma l’emoglobina non può arrivare dentro l’intestino, cosicché portiamo noi la clorofilla. Ecco perché si raccomanda tanto e sempre di più di mangiare verdure, specialmente quelle a foglie verdi.

La clorofilla disponibile: nelle erboristerie contiene soltanto clorofilla naturale estratta dall’erba medica (alfa-alfa), ma ha il magnesio al posto del ferro. La clorofilla deve essere naturale per essere biologicamente assimilabile, deve contenere tutti gli oligoelementi naturlai biodisponibili : Magnesio, Ferro ecc,. La clorofilla di sintesi: è verde come quella naturale, ma non ha alcune delle proprietà alimentari appena descritte.

Epatoprotettivo naturale

La clorofilla è un pigmento verde che si trova nelle foglie delle piante e in altri organismi fotosintetici: cattura l’energia delle radiazioni solari per eseguire la fotosintesi, uno dei processi chimici più importanti della terra, senza di essa noi non potremmo esistere.

Fin dal 1771 gli scienziati hanno studiato questo pigmento verde e solo nel 1911 ne hanno stabilito la struttura chimica.

Tali studi hanno evidenziato che la struttura della clorofilla ricordava quella dell’emoglobina, il pigmento rosso che porta l’ossigeno nel sangue.

Come l’emoglobina, la clorofilla è costituita da una trama di molecole che sono raggruppate intorno ad una singola molecola di metallo: nel caso dell’emoglobina si tratta del Ferro (Fe), per la clorofilla è il Magnesio (Mg).

Infatti, l’elimina il pigmento che ha combinato con le proteine forma l’emoglobina (la sostanza rossa nel sangue che porta l’ossigeno alle cellule), è composta da carbonio, idrogeno, ossigeno ed atomi di azoto raggruppati attorno ad un singolo atomo di ferro.

Le attuali ricerche continuano ad esaminare la clorofilla e suoi probabili effetti benefici. In particolare viene consigliata per il potere deodorante sia topico che interno. Infatti, come supplemento alimentare, viene velocemente assimilata dal corpo e procede attivamente e ridurre i gli odori che si originano nel tratto digestivo.

Portando simbolicamente l’energia del sole all’interno del nostro corpo, la clorofilla può essere considerata un vero rigeneratore per le cellule in quanto apporta ossigeno. Può così essere utile in varie forme di anemia, migliora la contrazione cardiaca e si rivela utile soprattutto per gli sportivi poiché ne aumenta la resistenza.

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Proprietà della Clorofilla:

  • aumenta i globuli rossi, porta ferro agli organi e migliora le condizioni anemiche;
  • pulisce e deodorizza i tessuti del colon;
  • aiuta a purificare il fegato e porta miglioramento nel caso di epatite;
  • regolarizza le mestruazioni;
  • porta miglioramento ai diabetici e nei casi di asma;
  • aiuta le ferite a guarire più velocemente;
  • elimina gli odori del corpo, l’alito cattivo ed è utile nella piorrea;
  • migliora il drenaggio nasale e diminuisce il gocciolamento del naso;
  • porta sollievo al mal di gola ed alle tonsille infiammate;
  • utile per i tessuti ulcerosi e le emorroidi;
  • aiuta nell’eliminazione del catarro;
  • rivitalizza il sistema vascolare nelle gambe e migliora le vene varicose;
  • riduce il dolore causato dalle infiammazioni;
  • ottimo nei problemi respiratori e nella sinusite, rinite, influenza;
  • migliora la depressione per il suo effetto tonico;
  • favorisce l’assorbimento del calcio;
  • porta sollievo in caso di colite, gastrite, ulcera.

Per uso interno la Clorofilla presenta le seguenti azioni:

Azione emopoietica, l’organismo umano, secondo studi clinici, è in grado di utilizzare i gruppi chimici della molecola clorofilliana. Sul meccanismo d’azione si sono evidenziate due ipotesi: la clorofilla agisce non solo sul midollo osseo ma sull’innervazione simpatica. Infine l’attività emopoietica della clorofilla è stata paragonata a quella degli estratti di fegato e di reni.

Azione ipotensiva, Sopportata benissimo senza effetti tossici, la clorofilla dà agli ipertesi un costante progressivo abbassamento della tensione arteriosa. Agirebbe provocando una dilatazione vasale stimolando la contrattilità arteriosa, migliorando la circolazione periferica, facilitando in tal modo il lavoro del cuore.

Azione antiastenica, sono stati osservati buoni risultati dal trattamento degli stati depressivi della nevrastenia da cui si suggerisce che la clorofilla ha un’azione simile alle vitamine per la stimolazione della muscolatura cardiaca ed il ripristino della funzione dei muscoli striati esauriti.

Azione deodorante, la clorofilla è efficace nel neutralizzare gli odori sgradevoli causati da cibi, tabacco, bevande, traspirazione, mestruazioni, malattie, alterazioni metaboliche dell’organismo. Si nota infatti la modificazione quantitativa e qualitativa della sudorazione, la scomparsa della sensazione di amaro nella bocca generalmente concomitante a dispepsie e disfunzioni epatiche.

Azione cicatrizzante, dall’osservazione clinica fatta trattando 79 pazienti affetti da ulcera peptica con clorofilla, si è rilevato che 58 apparvero completamente guariti dopo 2-7 settimane di cura senza dover sottostare alle consuete restrizioni di dieta.

Modalità d’uso: 20-25 gocce in un bicchiere d’acqua 2 volte al giorno lontano dai pasti principali.

La Microflora Intestinale

Nel corso dell’evoluzione si è instaurato un importante equilibrio di simbiosi (mutuo vantaggio) tra l’uomo e la microflora intestinale che rappresenta circa il 40% del totale della massa intestinale.

La colonizzazione inizia dalla nascita quando il neonato viene contaminato dai microrganismi del tratto urogenitale della madre. Nel giro di pochi giorni alcuni di questi sono eliminati, mentre si susseguono modificazioni quali – quantitative.

Nel lattante predominano i batteri acidolattici e coliformi; nel corso dello svezzamento diventano predominanti i batteri anaerobi obbligati.

Colonizzazione microbica dell’apparato digerente in un uomo adulto la Bocca Ospita circa 200 specie.

Stomaco e Duodeno

– Il pH dello stomaco è compreso tra 2.5 e 3.5 ed è distruttivo per la maggior parte dei batteri; anche il duodeno è un ambiente ostile a causa dell’aggressività dei fluidi intestinali

– La popolazione è costituita da 101-103 unità per ml

– Lactobacilli, Streptococchi, Lieviti.


Digiuno e Ileo

-Costituiscono una zona di transizione e la popolazione è costituita da 104-108 unità per ml.

– Lactobacilli, Bacteroides, Coliformi, Bifidobacterium, Streptococchi, Fusobacterium.

Colon

– Il colon ospita circa 300-400 specie diverse.

-La popolazione è costituita da 1010-1011 unità per ml.

-Bacteroides, Bifidocaterium, Streptococchi, Eubacterium, Fusobacterium, Coliformi, Clostridi, Lactobacilli, Streptococchi, Lieviti, Protozoi, Pseudomonas.

La flora intestinale aumenta man mano che ci si allontana dallo stomaco per raggiungere il colon, la parte più contaminata. La sua integrità è fondamentale per la normale funzionalità dell’apparato digerente.

Funzioni della Flora Intestinale

La microflora contribuisce alla salute dell’organismo attraverso diversi meccanismi fisiologici. Importante funzione è quella di contrastare la colonizzazione del tratto dei batteri patogeni.

Alcuni batteri “buoni” passano attraverso la barriera mucosa e in un soggetto normale vengono uccisi nei linfonodi e quindi non si diffondono. Questo meccanismo stimola il sistema immunitario a rispondere più rapidamente ai batteri patogeni esogeni.

I Bifidobatteri liberano alla fine del loro metabolismo degli acidi forti che abbassano il pH ed esercitano azione antibatterica. Regolarizzano il tratto intestinale e quindi concorrono ad eliminare la fastidiosa stitichezza. Un’importante funzione della flora batterica fisiologica determina il mantenimento di condizioni normali dell’ambiente vaginale, mantenendolo acido.

Questo compito è infatti svolto principalmente dai Lactobacilli, i quali si adoperano nel facilitare l’assorbimento dei nutrienti essenziali e delle vitamine, in particolare quelle del gruppo B e contribuiscono alla produzione della vitamina K.

I grandi numeri del Gastrointestinale (GI)Dopo il tratto respiratorio, il GI costituisce la seconda più ampia superficie del corpo umano corrispondente a 250-400 m2, paragonabile in dimensione a un campo da tennis. Nel tratto GI ci sono 10 batteri indigeni per ogni cellula del corpo, per un totale di 1014 batteri rispetto alle 1013 cellule che costituiscono il nostro corpo.

E’ stato stimato che i batteri del tratto GI si dividono ogni 20 minuti. Questo elevato numero di nuovi batteri mutati consente alla microflora indigena di adattarsi rapidamente alla variazione dell’ambiente GI. Nel corso di una vita normale 60 tonnellate di cibo passano attraverso il canale digerente.

Quando La Microflora è Compromessa

I fattori ambientali possono compromettere la flora Gastrointestinale: alimentazione sbagliata, età, uso dei farmaci stress, difettosa mobilità intestinale.

L’alterazione della normale microflora intestinale riduce le difese dell’organismo, altera l’equilibrio esistente tra processi fermentativi e putrefattivi e favorisce lo sviluppo di germi potenzialmente patogeni. La modificazione della normale flora, oltre a possibili infezioni locali, altera il metabolismo degli acidi biliari, quello degli acidi grassi, della vitamina B12.

Gli effetti sono aggravati da una riduzione dell’acidità gastrica, da quella della peristalsi intestinale e dal ristagno intestinale, che concorre a formare gas e a favorire la ritenzione idrica.

I batteri che compongono la flora intestinale, lavorano in continuazione e producono gas che in una quota ragionevole rende le contrazioni peristaltiche intestinali più efficaci e riducono i contraccolpi pressori che la presenza di soli liquidi genererebbe durante la fase digestiva.

In certi casi però se ne accumula in eccesso proprio nel tubo digerente.Questo può avvenire per mancato assorbimento del gas prodotto dai batteri e dalle trasformazioni dei cibi già all’interno dell’intestino per una peristalsi troppo rapida. Quando ciò avviene il gas tende a rendere duro e teso l’addome e provoca dolore e meteorismo.

Candida

Quando si parla di flora batterica alterata, si deve anche accennare alla presenza nel nostro organismo del saprofita Candida albicans. Normalmente presente nell’ambiente vaginale, con un pH compreso tra 5 e 4, la vera residenza è la mucosa dell’intestino tenue.

Quando però l’efficacia del sistema immunitario diminuisce per l’aumento della presenza di tossine endogene ed esogene, questo miceto si accresce notevolmente, causando problemi per la salute del soggetto in questione. Le difese immunitarie possono scendere soprattutto in caso di cure antibiotiche forti o frequenti, o per farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale.

Per un infezione di Candida, si possono avere sindromi da fatica cronica, iperattività, depressione, ansia, bulimia, anoressia. L’enorme incremento di persone allergiche e intolleranti ad alcuni alimenti, è in relazione alla modificazione che la candidosi induce sulle risposte immunitarie e alle modificazioni della permeabilità della mucosa dell’intestino tenue.

I Probiotici

Probiotico, dal greco pro bios, significa letteralmente favorevole alla vita, ma la definizione scientifica comunemente accettata è quella del ricercatore inglese Fuller: è probiotico un microrganismo vivente che riesce, una volta ingerito, ad esercitare un effetto benefico sulla salute dell’ospite.

Probiotici sono i bacilli che si trovano negli alimenti e quelli che vengano introdotti come prodotti farmaceutici. Un altro modo usato comunemente per definirli è quello di Fermenti lattici. Si tratta principalmente di Bifidobatteri e di Lactobacilli (batteri che utilizzano gli zuccheri come fonte di energia e producono acido lattico) ed alcuni Enterococchi, Streptococchi e saccaromiceti. Attualmente se ne conoscono oltre 160 ceppi.

I Prebiotici

Poiché i probiotici devono superare l’ostacolo degli acido dello stomaco e, una volta arrivati nel colon, devono competere con la restante flora per i nutrienti e i siti di colonizzazione, possono essere aiutati dai Prebiotici, ingredienti alimentari non digeribili che agiscono favorevolmente sull’ospite stimolando selettivamente la crescita di un numero di batteri nel colon. Tra questi conosciamo i FOS.

FOS: frutto-oligo-saccaridi

I Frutto-oligo-saccaridi non vengono assimilati dall’organismo e quindi non nutrono il nostro corpo ma solo la flora batterica amica presentando quindi un effetto pre-biotico. Non sono idrolizzabili a monosaccaridi (zuccheri semplici) dall’organismo umano e pertanto non sono assorbibili. Dalla loro azione trovano beneficio soprattutto i Bifidobatteri e il Lattobacilli acidophili, riducendo sensibilmente la fermentazione e quindi il disturbo del ventre gonfio.

Clorofilla Purissima Alchemica liquida da 50 ml:

Rimedio Consigliato prendilo Qui:

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/clorofilla-alchemica/

Bibliografia

§ 1 Kumar R. et alii 2001, “Biotrasformation of cholesterol using Lactobaliccus bulgaricus in a glucose-controoled bioreactor” Bioresour Technol 78(2): 209-211.

§ 1 Wooloswki I. et alii, 2001, “Protective role of probiotics and prebiotics in colon cancer”. Am J Clin Nutr 73(2 suppl): 451-455.

§ 1 Lin M.Y., Yen C.L., 1999, “Antioxidative ability of lactic acid bacteria”. J Agric Food Chem 47(4): 1460-1466.

§ 1 Ocana V.S. 1999, “Characterization of a bacteriocin-like substance produced by a vaginal Lactobacillus salivarius strain”. Apll. Environ. Microbiol. 65: 5631-5635.

§ 1 He F., Hashimoto H. et alii 2001, “Comparison of mucosal adhesion and species identification of bifidobacteria isolated from healthy and allergic infants”, FEMS Immunol Med Microbiol 30(1): 43-47.

§ 1 Park S.C. et alii 1995, “Antbacterial subsanceproduced by Streptococcus faecium». Biosci Biotechnol Biochem 59(19): 1966-7.

§ 1 Bengmark S. 1998, “Ecological control of gastrointestinal tract. The role of probiotic flora.” Gut 42: 2-7

§ 1 Fuller R. Gibson GR 1997, “Modification of the intestinale microflora using probiotics and prebiotics”. Scand J Gastroenterol 32 suppl 222: 28-31