Olio Essenziali

COSA SONO GLI OLI ESSENZIALI?

Gli oli essenziali sono prodotti dal metabolismo delle piante e si manifestano tramite il profumo. Essi rappresentano l’anima del mondo vegetale e possiamo definirli eterei in quanto evaporano a contatto con l’aria.

Il loro profumo protegge la pianta dall’azione distruttiva di agenti esterni.

Gli oli  essenziali naturali sono contenuti  in varie parti delle piante quali: fiori, foglie, frutti, semi, radici, resine, legno, cortecce ….

Ciascun olio è composto da un gran numero di sostanze. Ognuno di queste componenti ha particolari proprietà e questo spiega la molteplicità dei possibili utilizzi degli essenziali.

Tutti gli elementi viventi, quindi anche gli oli essenziali, possiedono un’energia vitale che si trasmette a chi viene a contatto con essi;

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L’obbiettivo è ripristinare lo scorrimento dell’Energia Vitale:

 termini della presenza dell’energia vitale

  • Prana nell’ayurveda,
  • Qi nella medicina tradizionale cinese,
  • Ki nella medicina giapponese,
  • Ruach in quella ebraica,
  • Pneuma nella Grecia,
  • Quintessenza nell’alchimia,
  • Mana nella Melanesia;
  • Gli oli essenziali interagiscono oltre che con l’energia vitale, anche con l’organismo umano a livello della PNEI psiconeuroindocrinoimmunitario. La loro azione, viene espletata attraverso l’utilizzo sulla pelle e tramite l’olfatto.

La somministrazione per via orale, altrettanto efficace, e quindi qui ci vengono in aiuto le MicroDosi, senza effetti iatrogeno o collaterale, mentre l’olio essenziale puro è consigliato solo sotto controllo medico, poiché l’errato utilizzo può provocare danni alla salute.

Negli oli essenziali, le molecole aromatiche fluttuano nell’aria e vengono inalate attraverso le narici. Quando queste molecole colpiscono i recettori nervosi, innescano una reazione il cui risultato è l’attività cerebrale.

Nel 1937, Maurice Gattefossé pubblicò in Francia il primo libro di “Aromaterapia”. I suoi studi iniziarono nel 1910 dietro ad una guarigione grazie all’olio essenziale di lavanda, partì così la ricerca come mezzo terapeutico con gli oli essenziali.

Huiles essentielles

Le caratteristiche fondamentali degli  oli essenziali sono due: volatili e aromatiche. Hanno una consistenza viscosa, una nota olfattiva ben precisa, sono leggeri, liquidi ed evaporano in contatto con l’aria.

La medicina fitoterapica e aromaterapica

impiega le piante come cuore della terapia. Queste sole, quando ben usate, permettono di agire sui 4 livelli. Ciò è neces­sario e sufficiente per ripristinare un equilibrio, un sintomo, una malattia, eliminando le ragioni del suo insorgere, le eventuali conseguenze, e per ristabilire completa­mente l’organismo.

La loro azione è completa:

  • drenaggio e sostegno dell’organo bersaglio elettivo;
  • catalisi, grazie alla loro ricchezza di elementi minerali; con le piante officinali
  • ristrutturazione del terreno attraverso l’effetto ormonale, neurovegetativo e regolatore del sistema nervoso centrale;
  • effetto sostitutivo, regolabile dallo O al 100% grazie alla possi­bilità di adattare la posologia, con la finezza di un reostato.

Inoltre, è la sola terapia che agisca a dosi spontaneamente fisio­logiche.

 Il potere dei profumi non si limita alla sfera della psiche, ma coinvolge lo star bene, il corpo, le funzioni fisiologiche, il metabolismo e in generale la condizione di salute.

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I profumi della natura, gli oli essenziali prodotti dalla piante, sono a tutti gli effetti profumi che curano. Sono stati descritti come l’anima delle piante, lo stadio più sublime raggiunto dal regno vegetale. Utilizzarli è un’affascinante forma di benessere.

L’aromaterapia pone il benessere della persona al centro della sua atten­zione, proponendo attività specifiche, pratiche di rigenerazione e tecniche di pronto intervento che favoriscono uno stato di equilibrio psicofisico. Letteralmente “aroma-terapia” significa “curarsi attraverso i profumi”

Quando ci si accosta a questa disciplina è importante tenere sempre a men­te che solo un uso appropriato degli oli essenziali può evitare complicazioni ed effetti collaterali, poiché «naturale» non è sinonimo di «sicuro». Non esiste sostanza vegetale più potente, attiva e concentrata di un olio essenziale, che rappresenta una formidabile risorsa di salute ma che, in virtù della sua straor­dinaria attività, comporta anche delle responsabilità nell’impiego.

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Per produrre l’effetto benefico desiderato, ristabilire le condizioni di salute e normalizzare i processi che avvengono nel nostro organismo, è fondamentale utilizzare unicamente oli essenziali per uso professionali alimentari, destinati e garantiti per l’aromaterapia da una Cromatografia e certificazione di origine, estrazione, chemiotipo ecc.

 Gli oli essenziali si riconoscono da una serie di caratteristiche che vanno verificate prima dell’acquisto, leggendo con attenzione l’etichetta.

Facciamo un esempio:

Nome comune: Niaouli.

Nome botanico: Melalauca viridiflora o quinquenervia (sono sinonimi).

Parte della pianta da cui è stato estratto l’olio essenziale: Foglie.

Tipologia di estrazione (il metodo con cui è stato ottenuto l’olio essenziale):

Distillazione in corrente di vapore.

indicazione del chemiotipo (la molecola caratterizzante): Viridiflorolo.

Indicazione per l’uso alimentare: Aroma per alimenti.

Garanzia di purezza: Puro al 100%.

Garanzia di naturalità: Naturale al 100%.

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Solo se sono presenti queste indicazioni si può avere la sicurezza di acquistare un prodotto di qualità, adatto a essere utilizzato per la pratica dell’aro­materapia.

Gli oli essenziali agiscono in modo estremamente rapido. Se non ottenete grandi risultati nei tempi indicati, non vi ostinate. Probabilmente non avete fatto la diagnosi giusta e non state utilizzando l’olio essenziale corretto. Con­sultate un medico.

Non prendete un olio essenziale al posto di un altro, anche se vi dicono che «è la stessa cosa». No, non è la stessa cosa. La lavanda officinale non è la lavanda spica né il lavandino. Chiaramente, se vi rivolgete a un professionista che conosce bene l’aromaterapia, dovete fidarvi. Ma solo in questo caso!

Rispettate rigorosamente il tipo di somministrazione e le posologie consi­gliati. Non moltiplicate le assunzioni né i dosaggi di testa vostra. l goccia è 1 goccia, non sono 2 gocce, e 3 volte al giorno non sono 5 volte al giorno.

 Siate prudenti quando vi trattate, soprattutto se è un bambino, o una donna incinta.

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Un adulto può chiaramente utilizzare un’ essenza consigliata ai bambini, ma non sempre è vero il contrario: se accanto a una formula viene specificato «per adulti», è destinata solamente a loro. Non somministratela a un bambino, dividendo le dosi per due!

Quando viene applicata sulla pelle, prima occorre diluire l’olio essenziale con un olio vegetale per evitare irritazioni. Tuttavia, si possono utilizzare alcuni oli essenziali puri su piccole superfici.

 BUONE RAGIONI PER UTILIZZARE GLI OLI ESSENZIALI (ANTIBIOTICI)

Se si confrontano i medicinali antibiotici agli oli essenziali, alcune differenze importanti spiegano l’interesse per questi ultimi.

 1 – Gli oli essenziali non provocano resistenza agli antibiotici. Sappiamo ormai che gli antibiotici non sono più efficaci come un tempo. Secondo l’Or­ganizzazione mondiale della sanità (OMS), alcuni antibiotici perderanno i loro effetti tra 10-20 anni. Il loro utilizzo indiscriminato o non controllato li ha fatti diventare inattivi su molti germi che si sono modificati. Di conseguenza, per ottenere un qualche risultato è necessario aumentare le dosi.

Si tratta della resistenza agli antibiotici. È una situazione molto grave: alcuni medici stima­no che le malattie infettive potrebbero, nei prossimi anni, aumentare vertigi­nosamente rendendoci incapaci di combatterle. Anche in Italia il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è in costante crescita e si moltiplicano gli appelli a ridurre l’impiego di antibiotici ai soli casi in cui siano necessari.

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l’Istituto superiore di sanità (Iss) si è occupato di questo fenomeno e ha concluso che «solo un uso più contenuto e più appropriato di antibiotici può contrastare la perdita di efficacia degli antibiotici stessi». Senza contare che l’abuso di antibiotici sembra riservare anche altre cattive sorprese. Così, l’Associazione medica americana segnala che questi medicinali aumentano il rischio di … cancro al seno.

Questi sono i fatti, anche se non è ancora possibile spiegar­ne la causa. Ragion per cui è necessario fare tutto il possibile per non aver più bisogno di antibiotici. Al contrario, l’efficacia degli oli essenziali non si indebolisce quando vengono utilizzati e non c’è bisogno di aumentare le dosi per guarire. l’estrema varietà dei loro componenti impedisce ai microbi di organizzare la resistenza. Soprattutto quando sono associati! Essi rinforzano non soltanto il loro potere di azione, ma «confondono» le tracce e i batteri non possono «abituarsi».

 2 – Gran parte degli oli essenziali è Sappiamo che, in 8 casi su 10, le malattie ORL (otorinolaringoiatriche, che comportano molte prescrizioni di antibiotici) sono dovute a virus! Purtroppo in questo caso gli antibiotici continuano a essere prescritti, nonostante siano totalmente inutili! Al con­trario, gli oli essenziali sono efficaci contro i virus e la loro azione antibio­tica preventiva impedisce lo sviluppo delle infezioni. Per esempio, curando l’influenza o il raffreddore (due malattie virali), si evita la degenerazione in bronchite o in sinusite (due malattie batteriche).

I medicinali antibiotici impediscono ai germi di riprodursi e di sopravvi­vere bloccando le loro funzioni di base (organiche e metaboliche). Gli oli essenziali agiscono allo stesso modo, ma modificano anche «l’ambiente naturale», rendendo impossibile la vita di questi germi.

Gli oli essenziali sono efficaci per via orale con concentrazioni nei sangue cinquanta volte inferiori rispetto agli antibiotici! Vedi MicroDosi usate già da più di 100 mila medici nel Mondo Povero.

3 – Gli oli essenziali bloccano la proliferazione dei germi nocivi e, al tempo stesso, hanno un’influenza positiva sulla risposta immunitaria impedendo che la malattia diventi recidiva. Questo non succede con gli antibiotici classici che, come dei bazooka, distruggono sia i buoni sia i cattivi e ignorano tutte le nuove potenziali invasioni. Di qui la ripetizione dei trattamenti, in par­ticolare per le malattie ORL nei bambini (otiti, sinusiti, faringiti … ).

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A seconda del contesto, l’aromaterapia può essere adoperata al posto dei medicinali antibiotici. Vale nella maggioranza delle malattie respiratorie invernali.

4 – L’aromaterapia può essere utilizzata anche in aggiunta al classico an­tibiotico per rinforzare i suoi effetti e ottenere risultati rapidi e duraturi.

5 – L’aromaterapia è precisa come la terapia con antibiotici. Per analizza­re l’impatto di un medicinale antibiotico su dei microbi, i medici utilizzano un antibiogramma. Ossia prelevano i germi dalla persona malata e provano in laboratorio l’antibiotico più efficace. A seconda del risultato, al paziente si prescrive il medicinale più utile. L’aromatogramma segue esattamente lo stesso principio, tranne per il fatto che gli oli essenziali sostituiscono gli antibiotici: nella piastra di Petri si osserva l’attività di questo o di quell’olio essenziale sul germe patogeno per quantificarne il potere antibatterico.

Per esempio, quelli di timo, cannella di Ceylon o chiodi di garofano sono molto antisettici quelli di pino. eucalipto e lavanda lo sono discretamente, Consi­derando la crudescenza delle resistenze agli antibiotici, e sapendo che gli oli essenziali non presentano questo inconveniente, l’aromatogramma avrà un gran futuro.

6 – Un olio essenziale «antibiotico» distrugge un numero elevato di bat­teri diversi, mentre un medicinale antibiotico classico agisce solamente su alcuni germi.

7 – Gli oli essenziali vaporizzati o diffusi disinfettano un locale in meno di 10 minuti: addio germi, virus, batteri nocivi! Un «di più » particolarmente apprezzabile in inverno in ufficio o in casa, per evitare di vivere in un serba­toio di microbi.

Gli oli essenziali più antibiotici/antisettici sono quelli di origano, cannella (corteccia), timo cr timolo, santoreggia e chiodi di garofano.

COME SI ESTRAGGONO?

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Gli oli essenziali si trovano nella pianta. È sufficiente andarli a cercare: le tecniche di estrazione sono facili da spiegare e da capire, ma più complesse da realizzare! Esistono parecchi modi di estrarli, ma in generale vengono utilizzate 3 procedure: distillazione, spremi tura ed estrazione con solvente.

La distillazione è da sempre il procedimento più diffuso, perché va bene per la maggioranza delle piante. Gli oli essenziali sono insolubili nell’ acqua, ma solubili nel vapore e pertanto si spruzza il vapore acqueo sulla pianta, vapore che si arricchisce, al suo passaggio, di olio.

La spremitura consiste, come indica l’espressione, nella spremitura del­la parte della pianta per recuperare le essenze.

L’estrazione per solvente consiste nello sciogliere le essenze in un solvente volatile (e non nell’acqua). Il risultato si chiama «assoluto», simile all’olio essenziale. Lo si utilizza in profumeria, non a scopo terapeutico.

  • Nel Regno Unito, la diffusione di olio essenziale di arancio (Citrus sinensis) aiuta i pazienti dei dentisti a rilassarsi (Lehrner , Eckersberger C; Walla P., Porsch G. e Deecke L., Ambient odor of orange in a dental office reduces anxiety and improves mood injèmale patients, «Physiol Behav.», 71(1-2): 83-6, 2000). Inoltre, respirare olio essenziale di lavanda aumenta la produzione di onde α, rilassanti, nel nostro cervello, misurato dall’ encefalogramma (Diego MA, Jones NA, Field T. et al., Aromatherapy positively affects mood, EEG patterns or alertness and math computations, «Int J Neurosci», 96: 217-224, 1998).

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  • L’olio essenziale di timo possiede un forte potere antiossidante capace di rallentare l’invecchiamento. Il timo fa parte di quegli elementi che otten­gono il migliore punteggio ORAC (Oxygen radical absorbance capacity, test che misura la reale capacità antiossidante di una sostanza, sviluppato dall’Università di Tuft, USA) (Youdim et al., 1999).

 

  • Uno studio condotto in ospedale ha dimostrato che gli oli essenziali di lavanda, maggiorana, geranio, mandarino e cardamomo sono molto più efficaci dei medicinali sedativi classici per far dormire pazienti insonni (Tis­serand R., Lavender beats benzodiazepines, «International Journal of Aromatherapy», 1(1) 1-2, 1988).

 

  • In Irlanda uno studio condotto nel reparto di lungodegenza di neurologia ha dimostrato che i pazienti grazie agli oli essenziali di lavanda, albero del tè, e rosmarino, presentavano un’attenuazione dell’ansietà, e dello sconforto psicologico (Walsh E. e Wilson C., Complementary therapy in long-stay neuroloy in-patient setting, “Nurse Stand”, 13: 32-5,1999).

 

  • Nel Regno Unito, studi effettuati presso l’Università di Manchester han­no dimostrato la capacità disinfettante degli oli essenziali: sono sufficienti pochi minuti per eliminare anche i germi più pericolosi! I ricercatori sug­geriscono di usare gli oli essenziali in shampoo, saponi, bagnoschiuma e in altri prodotti per evitare il propagarsi di «epidemie» spesso mortali (Jacqui Stringe, Clinical Lead of Complementary Therapies at Manchester’s Christie Hospita,2004).

 

  • Uno studio inglese ha dimostrato come la diffusione di olio essenziale di rosmarino CT 1,8-cineolo migliori le performance mentali, la concentrazio­ne e l’attenzione. Nello studio di materie logico-matematiche i vapori di questo specifico olio essenziale possono fare la differenza. (Moss M., Plasma 1,8-cineole correlates with cognitive performance following exposure to rose­mary essential oil aroma, «Therapeutic Advances in Psychopharmacology», 24 febbraio 2012).

 

  • Uno studio iraniano ha evidenziato i benefici derivanti dall’olio essenzia­le di lavanda vera nel trattamento delle ferite episiotomiche “da sutura, lacerazione, parto ecc”. I ricercatori suggeriscono di impiegare la lavanda per via dell’ efficacia e della sicurezza. (Vakilian K., Atarha M., Bekhradi R. e Chaman R., Healing advantages of lavender essential oil during episiotomy recovery: a clinical trial, «Comple­ment Ther Clin Pract», febbraio; 17(1):50-3,2011. E-pub 17 giugno 2010, Nursing and Midwifery College, Arak University of Medical Sciences, Arak, Teheran, Iran).

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  • Molti ricercatori hanno compreso lo straordinario potenziale dell’aromate­rapia e l’esperienza insegna che:

 

  • Gli oli disinfettano le superfici (pavimenti, tavoli, letti) e l’aria degli ospe­dali, riducendo il rischio di malattia nosocomiale, e potrebbero essere utilizzati in sostituzione dei comuni prodotti disinfettanti molto tossici! Uno studio ha così dimostrato che la diffusione regolare di ravintsara (Cinnamomum camphora CT cineoliferum) permette di ridurre il numero di infezioni polmonari contratte in ospedale. Le misure igieniche (lavag­gio delle mani, materiale monouso) sono chiaramente indispensabili ma insufficienti, soprattutto in quei reparti dove si accolgono i pazienti più deboli (rianimazione, patologie gravi … ).

 

  • Attenuano i mal di testa più violenti (fonte: Servizio di medicina interna, archivio emicranie e cefalee, Ospedale Louis-Mourier, Colombes), eli­minano dal 57% al 100% (superato il 50%, il prodotto utilizzato viene considerato, per convenzione, un battericida «importante») acari, muffe, funghi, batteri e virus (fonte: Istituto Pasteur, Parigi).

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  • Presi per via orale fanno diminuire il numero di bronchiti acute nei pa­zienti sofferenti di bronchite (fonte: Reparto di Pneumologia presso lo CHU di Besançon).

 

  • Limitano la proliferazione di funghi e microbi in ospedale (o nelle ca­mere, come anche in casa) (Gisèle de Billerbeck, Assainissement microbio­logique de l’air et des systèmes de ventilation au moyen d’huiles essentielles, Laboratorio di analisi microbiologica Elios, Nimes, EPFL 2005).

 

  • Prevengono la formazione di trombi e inibiscono l’aggregazione delle piastrine indotta dall’acido arachidonico (Tognolini M., Ballabeni , Bertoni S., Bruni R., Impicciatore M. e Barocelli E., Protective effect of Foeniculum vulgare essential oil and anethole in an experimental model of thrombosis, Dipartimento di Scienze Farmacologiche, Biologiche e Chi­miche Applicate, Università di Parma, Viale G.r. Usberti 27/A, 43100 Parma, Italy, «Pharmacol Res.», settembre 2007;56(3):254-60. E-pub 14 luglio 2007).

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Non giocate all’apprendista stregone!

Non sostituite un olio essenziale con un altro con la scusa che «avete solo questo» o pensate che «l’altro sia più efficace». Vi sconsiglia­mo di mettervi a mescolare le essenze di testa vostra. Potreste avere delle serie conseguenze, anche se utilizzate l’olio una sola volta. Se scegliete un olio essenziale con un scopo preciso, ricordatevi che questo contiene oltre 400 componenti diversi, con una possibile azione in tutto il corpo. Ciò che e buono se si ha il controllo delle sue proprietà diventa rischioso in caso contrario Così l’olio essenziale di basilico è stimolante, mentre la lavanda è sedativa, l’olio essenziale di salvia, attiva gli ormoni sessuali femminili mentre quello di rosmarino potenzia gli ormoni maschili ..

 

E per tutti:

  • Non utilizzate gli oli essenziali in modo prolungato, anche se a piccole dosi. Se il vostro trattamento prevede tempi lunghi, ossia settimane o mesi, calcolate sempre delle «finestre terapeutiche», dei momenti di riposo: in generale, 3 settimane «sì», 1 settimana «no» …
  • Mai utilizzare un olio essenziale per endovena, intramuscolare o negli occhi.
  • Se seguite un trattamento omeopatico, prendete i granuli molto prima degli oli essenziali. Nel vostro astuccio o in bagno, separate i tubetti omeo­patici dai flaconi degli oli essenziali. Questi ultimi, soprattutto eucalipto e menta, possono annullare completamente l’efficacia dei granuli.

Non utilizzate mai un olio essenziale «a caso», soprattutto se le informazioni sul suo conto sono scarse o inesistenti. Non fidatevi di quello che leggete su Internet o sui libri, non sempre affidabili.

 avvertenze

AVVERTENZE

A rischio di ripeterci: gli oli essenziali sono molto potenti. Se utilizzati male senza criterio o in dosi errate, possono essere responsabili di effetti secon­dari. E impossibile dare una soglia tossica da non superare: dipende dall’olio essenziale, anche se può essere raggiunta rapidamente. Così, 1 grammo di lavanda provoca sonnolenza e con 2 grammi di issopo si rischia una crisi di epilessia.

  • Evidentemente si tratta di casi estremi, tuttavia, è necessario imparare a riconoscere gli effetti secondari, anche quelli meno dannosi.

 

  • Prima di tutto, l’allergia: nessuno ne è al riparo. O anche un’irritazione della pelle o delle mucose; oppure effetti eclatanti come una crisi di euforia, di epilessia, un sonno improvviso e profondo, e nelle donne incinte un aborto spontaneo … Quest’ultima categoria di effetti indesiderabili esiste solamente a seguito di dosi troppo elevate.

 

  • Quando il medico vi prescrive una compres­sa, non ne prendete due. Così anche per l’aromaterapia: 1 goccia è 1 goc­cia, non sono 2 gocce! Oppure gli effetti secondari possono essere causati dall’uso di oli essenziali non adatti al malato.

 

  • Ribadiamo che, se gli oli essenziali vengono scelti da un terapeuta competente, non presentano alcun pericolo e offrono soltanto il potere della loro efficacia, così come pure il rispetto del corpo in cui agiscono.

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