Asse Intestino cervello, Senza categoria

Tumori che guariscono da soli e potenziali effetti avversi della diagnostica precoce

È da notare che il continuo fare indagini, campagne di screening, mammografie (per altro a base di raggi x, notoriamente cancerogeni), porta alla luce non solo tutti i tumori che prima o poi degenerano fino a mettere a repentaglio la vita del paziente, ma anche quelli che normalmente sarebbero stati riassorbiti dall’organismo.

Se anche i casi di cancro che l’organismo potrebbe sconfiggere da solo vengono trattati con chirurgia, radiazioni e chemioterapia, va da sé che in questi casi la cura è sicuramente peggiore del male. L’abitudine ad utilizzare “cure” estremamente tossiche per eradicare il tumore ha portato a identificare la malattia con una sentenza di morte, e di conseguenza diagnosticare precocemente un cancro significa causare un forte trauma emotivo che può inibire il naturale meccanismo di riassorbimento del tumore stesso.

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La “prevenzione secondaria” che indentifica precocemente i tumori porta molte più persone a sottoporsi a cure invasive e rischiose che potrebbero essere spesso inutil. Vedi queste righe tratte dal libro di Marcello Pamio “Cancro SpA”.

Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale, parlando con un amico anatomo-patologo del Veneto sui dubbi dell’utilità delle diagnosi e delle terapie anti-tumorali, si sentì rispondere:

«Sì, anch’io ho molti dubbi. Sapessi quante volte, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale» .

Notevole è il fatto che, come citato nel libro di Pamio, su migliaia di autopsie eseguite su persone morte in incidenti stradali è risultato che:

– Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;
– Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;
– Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide .

viruses

Inutile dire che non si riscontrano normalmente simili alte percentuali di tumori, segno che quelle autopsie hanno rilevato tumori che fin troppo spesso regrediscono da soli.

A ulteriore conferma di quando su esposto, si può citare il risultato dello studio The Natural History of Breast Cancer (“La storia naturale del cancro al seno”) che mostra come l’incidenza del cancro al seno sia aumentata in seguito all’introduzione dello screening con la mammografia.

In particolare nel gruppo di controllo non sottoposto a screening l’incidenza del cancro al seno è minore rispetto al gruppo di chi si è sottoposto allo screening, e tale differenza viene identificata nei tumori guariti spontaneamente. Secondo gli autori dello studio anche un cancro mammario invasivo potrebbe regredire spontaneamente.

Ulteriori fonti e approfondimenti a tale riguardo sono:

Un articolo su pillole.org
http://www.pillole.org/public/aspnuke/print.asp…
Un articolo sul New York Times
http://www.nytimes.com/2008/11/25/health/25breast.html…
10033 Pubblicato su Archives of Internal Medicine 2008 Nov 24;168:2302-2303, autori Kaplan R M, Porzsolt F;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1847027/.

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Quanto succo possiamo bere in sicurezza?

Succhi freschi di frutta e verdura

Tanto quanto ciascuno di noi può berne sentendosi bene e senza sforzarsi.

Come regola generale, ½ l al giorno è il minimo che possa mostrare qualche risultato riscontrabile, ma preferibilmente si dovrebbe andare da uno a quattro litri circa o di più. Dobbiamo ricordare che più succhi berremo, più veloci saranno i risultati. Quando si è cominciato a leggere qualcosa sui succhi, c’erano indicazioni che suggerivano di assumerli in piccole dosi.

Questo era sicuramente dovuto al fatto che non c’erano all’epoca elettrodomestici sul mercato in grado di produrne in quantità ragionevoli. Facendo tutto a mano, era già difficile ricavare una tazza di succo e richiedeva molto tempo. Se non si fosse riusciti a ottenerne in maggiori quantità, certo il mercato per gli spremitori a mano sarebbe rimasto molto circoscritto a causa di tutto il lavoro che richiedevano.

Oggi secondo noi gli attrezzi più efficienti sono il trituratore elettrico e la pressa idraulica che garantiscono alcuni aspetti essenziali. Primo, il rilascio di minerali ed elementi chimici, vitamine e ormoni dalle cellule microscopiche delle fibre di verdure e frutta; secondo, il fatto che questi vengano raccolti e separati, insieme al succo, dalle fibre. Gli spremitori manuali rompono solo in parte le fibre e siccome non possono triturare (polverizzare), non è possibile estrarre tutti gli elementi vitali dai vegetali.

L'immagine può contenere: bevanda e cibo

La triturazione (polverizzazione) è un principio fondamentale per l’ottenimento di questi elementi vitali. Malgrado ciò, le centrifughe o altri elettrodomestici di questo genere restano comunque utili quando non è di vitale importanza l’estrema qualità del succo. Peraltro questi attrezzi non richiedono spese notevoli come invece accade per i trituratori e per la pressa idraulica.

Il meccanismo su cui si basa la centrifuga per succhi è costituito da una sorta di piatto che ruota velocemente con una superficie affilata adatta per grattugiare in fondo al cestello della macchina stessa. Poiché la rotazione è estremamente veloce, la polpa che viene grattugiata sul piatto posizionato sul fondo viene gettata dalla forza centrifuga contro i lati del cestello forato e il succo viene quindi separato dalla polpa e raccolto in un beccuccio.

Si capisce dunque come sia fisicamente e meccanicamente impossibile estrarre tutto il succo con la centrifuga, benché ciò che si ottiene sia generalmente buono. Non è conservabile a lungo e andrebbe bevuto subito. Nonostante questo metodo di estrazione presenti degli svantaggi, restano comunque i tanti benefici che si hanno bevendo succhi freschi. Il loro naturale contenuto di acqua ha peraltro caratteristiche di acqua viva, quindi di grande valore nutritivo.

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Stesso dicasi per le vitamine e i minerali che sono contenuti in questi succhi. Quando parliamo di acqua, il primo pensiero va senz’altro a quella del rubinetto, o all’acqua di fonte, e non l’acqua della pioggia. Poche persone sanno, o hanno compreso, che c’è un’acqua viva e un’acqua inorganica. La natura ha organizzato il mondo vegetale in modo che funzioni come un laboratorio in cui convertire l’acqua inorganica della pioggia in atomi vitali di acqua “organica”.

L’acqua del rubinetto è inorganica perché gli atomi che la compongono appartengono a minerali, completamente privi di principi vitali. Quasi tutte le città trattano l’acqua con cloro inorganico e altre sostanze chimiche, rendendola assolutamente inadatta al consumo umano e animale. Anche l’acqua dei fiumi, dei ruscelli e delle sorgenti è inorganica, proprio come la pioggia.

L’unica fonte di acqua organica è rappresentata dai vegetali – la nostra verdura e la nostra frutta e in particolar modo i succhi che se ne ottengono. Questi succhi, però, mantengono inalterate le loro qualità vitali solo se freschi e non trattati, non devono essere sottoposti a trattamenti termici, lavorati, inscatolati o pastorizzati.

Quando i succhi vengono sottoposti a cottura, lavorati, inscatolati o pastorizzati, tutti gli enzimi vengono distrutti e gli atomi vengono convertiti in atomi inorganici e morti; questo accade all’H2O (acqua) ma anche ai minerali e agli atomi chimici che compongono il succo.

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Riuscire a ridurre i vegetali in una poltiglia liquida o semiliquida senza eliminare la cellulosa ha uno scarso valore dal punto di vista del succo stesso. Bere succhi fa sì che il corpo riesca ad assimilare tutti gli elementi vitali in modo veloce e opportuno e rende ciò possibile senza sovraccaricare di lavoro l’apparato digerente come accade invece quando è presente la cellulosa.

Insomma, bere succhi preparati in modo adeguato rende il corpo capace di assimilarli in dieci o quindici minuti, mentre invece la presenza di polpa nei vegetali cosiddetti liquidi o liquefatti, o succhi nei quali sia rimasta della polpa, richiedono ore per essere digeriti.

Peraltro bere succhi dai quali non sia stata estratta la polpa affatica l’apparato digerente più ancora di quando i vegetali si mangiano, in quanto una buona masticazione dei vegetali e dei frutti crudi così come una adeguata insalivazione, sono essenziali per una completa digestione dei vegetali stessi quando è presente la fibra di cellulosa.

Masticazione e insalivazione non ci sono quando le fibre restano parte della poltiglia o del vegetale liquefatto; invece i succhi dai quali sia stata rimossa la fibra rendono disponibili, senza interferenza alcuna, tutti i singoli principi nutritivi contenuti nel vegetale e li rendono velocemente e prontamente assimilabili dal corpo.

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I succhi vegetali conterranno tutti quelli che si chiamano elementi vitali; tutte le vitamine e i minerali organici vitali e i sali propri del vegetale stesso, a patto che siano preparati in modo adeguato mediante triturazione o frantumazione, in modo che le fibre vegetali vengano letteralmente squarciate riducendo il tutto a una polpa così fine che potrebbe essere spalmata come burro. Facendo passare questa polpa attraverso una garza filtrante e spremendola con una pressa idraulica o uno strumento analogo

– dovrebbe essere di dimensioni non troppo grandi in modo da poter essere maneggiata agevolmente su un tavolo da cucina
– che eserciti diverse tonnellate di pressione, ecco che otterremo un succo che, in confronto a quelli preparati in altro modo, differiscono come la panna dal latte.

byDottorNormanW.Walker

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Gli eccessi o gli aumenti di peso

Gli eccessi o gli aumenti di peso sono il segno della nostra insicurezza materiale ed affettiva rispetto ad un futuro prossimo o lontano.

Indicano anche che abbiamo difficoltà ad integrare fasi delle nostra vita in cui abbiamo incontrato carenze, situazioni di penuria.

Ci troviamo in presenza di un’insicurezza inconscia, di una paura di sbagliare spesso non percepita. Gli individui sentono tuttavia il bisogno di immagazzinare, nel caso in cui «si potrebbe fallire» o per «evitare di sbagliare di nuovo».

Il secondo tipo di insicurezza riguarda il mondo esterno. La paura di doverlo affrontare, di rischiare di non riuscire, di essere «disarmati» di fronte al mondo, anche in questo caso ci porta ad immagazzinare.

In tal modo non rischiamo «di essere disarmati» e inoltre «ciò ci permette di mettere spessore tra noi e il mondo», di proteggerci per mezzo di un piumino fatto di carne o di grasso.

I «grassi» sono d’altronde molto spesso teneri e fragili e hanno un grande bisogno di essere «rassicurati».

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L’ultimo tipo di sofferenza che può manifestarsi attraverso un aumento eccessivo di peso è più insidiosa e «grave» in quanto è negativa. Talvolta si tratta infatti di un tentativo di denigrazione nei confronti di se stessi o di autopunizione.

Ciò ci permette di sminuire la nostra stessa immagine e di poter in tal modo dire «puoi vedere che così non vai bene, non sei bello o bella, quindi non c’è nessuno che ti possa amare». Con questa scappatoia cerchiamo di imbruttire la nostra immagine nei confronti di noi stessi, ma anche degli altri.

Ma dietro a questi tre livelli di significato, si nasconde una trama comune che è quella della relazione affettiva con la madre (cibo) che non è stata equilibrata e che si cerca di compensare. Quando questa componente diviene preponderante, la dinamica alimentare, bulimia e anoressia, diventa allora un ulteriore mezzo atto ad accentuare il messaggio.

Mangiare è comunione, è condivisione, e mangiando si rendono materiali i sentimenti e tutto ciò che arriva contemporaneamente dagli occhi e dalle orecchie (es. TV ecc) oltre che dalle mani che attivano (toccando il cibo) la peristalsi.

Masticare lentamente, guastando il cibo, i sapori, i colori, nel riconoscimento di ciò che stiamo letteralmente pensando o provando in contesti piacevoli è il primo passo da compiersi.

(Michel Odoul modificato by Francesco Ciani)

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Antiacidi e inibitori di pompa protonica

Prof. Paolo Mainardi
Personalmente sono contrario agli antiacidi e agli inibitori di pompa protonica in quanto l’acido nello stomaco funge da scudo protettivo dell’intestino e consente una adeguata demolizione del cibo, questa controllata dallo stesso intestino a sua protezione.

Ovviamente non sono l’unico a pensarla così, ci sono articoli in letteratura che riportano la pericolosità di questi farmaci soprattutto se prolungati nel tempo, la stessa FDA riporta degli alert sul loro uso.

Se la frutta assunta dal mattino a digiuno, crea fastidio significa che l’intestino si è arricchito di batteri diversi da quelli utili a noi, questi infatti sono quelli che dalla fermentazione delle fibre ricavano gli acidi grassi a corta catena (SCFAs), che sono il diretto nutrimento delle nostre cellule intestinali e dai quali il fegato può sintetizzare quello che serve alle altre cellule.

Antiacidi inibitori di pompa

In pratica non mangiando la frutta si mette alla fame le cellule intestinali, certo si eviteranno anche le fermentazioni prodotte da ceppi batterici che … non ci dovrebbero essere (i batteri).

Così facendo il microbiota intestinale diventa fortemente. I suoi batteri non hanno alcun problema, in quanto eterotropi, possono mangiare di tutto e da tutto ricavare il loro sostentamento, il suo corpo no.

A volte è necessario introdurre verdure a foglie verdi se il problema persiste inizialmente, un modo per meglio favorire l’assorbimento è grattugiare verdure di stagione alla juilienne aggiungere un cucchiaio di olio extravergine (proprietà lipofile) e mezzo limone spremuto (digerisce le verdure) , lasciare riposare da 2 – 3 ore, chiuso al buio in frigo, portare in tavola prima di mangiare carboidrati o altro, aggiungendoci Aceto, senza sale gustosità di verdure fresche e croccanti.

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Replicazione delle prime cellule tumorali

Il corpo umano è composto da un numero incredibile di cellule (circa 100.000 miliardi) e la nostra evoluzione aveva messo in conto che eventi stressori potessero trasformare delle cellule normali in tumorali.

Si calcola infatti che nascano centinaia di cellule tumorali ogni minuto. Ma se non veniamo invasi immediatamente da forme tumorali, evidentemente il nostro corpo è dotato di un sistema immunitario che è in grado di scovare le cellule tumorali ed eliminarle. Quest’azione è svolta dai linfociti Th1 che per l’appunto sono in grado di riconoscere le cellule tumorali ed attivare una risposta immunitaria mirata alla loro distruzione. Quindi dovremmo chiederci il motivo che impedisce al nostro corpo di bloccare tutti i tumori e quindi causare la strage a cui assistiamo ogni giorno.

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La risposta è sempre collegata a quello che mangiamo. Infatti un’alimentazione a base di cereali, amidi e zuccheri incide notevolmente sul nostro sistema immunitario, rendendolo poco efficiente contro i tumori. Abbiamo già parlato di quanto sia importante l’equilibro tra i linfociti Th1 e Th2. I linfociti Th1 sono deputati alla distruzione dei virus e delle cellule tumorali, mentre i linfociti Th2 alla distruzione dei batteri e funghi. Ebbene quando mangiamo zuccheri, il nostro intestino subisce un’infiammazione sistemica dovuto all’incremento dei batteri fermentativi e putrefattivi (disbiosi) che attiva la risposta immunitario Th2.

Inoltre la disbiosi intestinale causa un aumento della produzione delle ammine biogene come l’istamina, che immessa nel sistema sanguigno, attiva a sua volta la risposta immunitaria dei linfociti Th2. L’incremento del sistema immunitario Th2 genera una riduzione dei linfociti Th1 (deputati alla distruzione delle cellule tumorali) fino quando l’infiammazione sistemica dell’intestino non terminerà. A questo stato già catastrofico, si inserisce anche l’azione del cortisolo, il quale attivato dai continui cali glicemici (e dal normale stress a cui siamo sottoposti durante il giorno) uccide i linfociti Th1, aggravando così il disequilibrio.

SISTEMA ENERGETICO DELLE CELLULE TUMORALI
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La scienza ha verificato che le cellule tumorali, oltre ad essere delle Highlander (immortali) hanno bisogno di enormi quantità di energia perché la loro duplicazione continui.

Inoltre esse non possono utilizzare il sistema energetico dei mitocondri, perché questi organelli, nella duplicazione cellulare sono inattivi (si scindono in due come la cellula). Quindi l’unico sistema energetico utilizzato dalle cellule tumorali è quello della glicolisi anche perché la produzione con questa via energetica è cinque volte più veloce di quella mitocondriale. Sostanzialmente sono cellule con il turbo sempre acceso.

Questo ci dovrebbe far pensare che per affamare una cellula tumorale e quindi rallentare la sua replicazione dovremmo evitare di mettere a sua disposizione il suo carburante, ovvero il glucosio. La dieta mediterranea, al contrario, è basata sul 70% delle calorie ingerite sotto forma di glucosio e l’insulina prodotta dopo ogni pasto, spinge con forza il glucosio dentro le cellule (comprese quelle tumorali).

Risultati immagini per cellule tumorali

Per farvi un esempio calzante, una delle analisi più efficaci per riscontrare la presenza di metastasi, consiste nel far bere al paziente a digiuno, una soluzione di glucosio radioattivo per poi tracciarlo con la Pet e vedere così dove si trovano. A dimostrazione di quanto detto, faccio riferimento ad alcune ricerche molto interessanti effettuate dal Dottor Gianfrancesco Valsè Pantellini (la sua opera è oggi portata avanti dalla Fondazione Pantellini), le quali dimostrano la buona riuscita nel curare diversi tumori utilizzando l’ascorbato di potassio.

La sua storia inizia quando casualmente curò un suo amico orefice, malato di tumore allo stomaco in stadio terminale. Suggerì al suo amico di bere giornalmente un tonico (composto da limonate con l’aggiunta di bicarbonato di sodio) nella consapevolezza però che da lì a poco sarebbe comunque deceduto. Con grande sorpresa rivide il suo amico nove mesi dopo, scoprendo che continuava a bere limonate senza l’aggiunta però di bicarbonato di sodio, sostituito erroneamente dal potassio (dando luogo, a sua insaputa, alla formazione chimica dell’ascorbato di potassio, ovvero vitamina C e potassio).

Risultati immagini per ascorbato di sodio e potassio

L’errore casuale determinò la regressione del tumore. Da quel momento il Dottor Pantellini, utilizzando per le sue sperimentazioni la vitamina C ed il potassio, raggiunse inaspettati risultati, che gli permisero di curare migliaia di persone. La base del funzionamento dell’ascorbato di potassio, riguarda proprio il principio elettrolitico delle cellule.

Vi ricorderete che all’interno della cellula è presente il 95% del potassio del corpo, mentre nella matrice è presente il 95% del sodio. Quando l’insulina trattiene il sodio, aumenta il gradiente esterno della cellula e tramite l’osmosi, la obbliga a prendere il glucosio. Ciò causa anche un impoverimento di potassio che, una volta uscito dalla cellula, è eliminato tramite l’urina. L’ascorbato di potassio utilizzato dal Dottor Pantellini, di fatto, aumenta la quantità di potassio nel Citosol delle cellule, rendendo più difficile all’insulina l’entrata del glucosio all’interno, affamando di fatto, la cellula tumorale.

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Il sistema riproduttivo

Malattia Espressione dell’AnimA

Come ci viene indicato dal nome, il sistema riproduttivo è quello che consente all’essere umano di riprodursi. È composto dagli organi sessuali, dalle ghiandole sessuali (testicoli, ovaie) e dall’utero nella donna. Attraverso questo sistema estremamente elaborato, la discendenza umana si perpetua nell’incontro tra un uomo, di natura Yang e penetrante, e una donna, di natura Yin e ricettiva. La Vita ci mostra così fino a che punto l’evoluzione non sia possibile se non attraverso l’incontro dei contrari.

Ciò può portarci a comprendere come sia necessario attuare la stessa cosa dentro di noi per poter evolvere. Dobbiamo andare incontro all’altro lato di noi stessi, della nostra parte «Yin, femminile» se siamo uomini, e della nostra parte «Yang, maschile» se siamo donne.

Non si tratta naturalmente di sessualità, ma di ciò che C.G. Jung definì «Anima» (femminile) e «Animus» (maschile). Si tratta del nostro lato dolce, tenero, passivo, artistico, estetico, accogliente, inconscio, profondo (femminile) e del nostro lato deciso, forte, attivo, guerriero, difensivo, penetrante, cosciente, superficiale (maschile).

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Ci risulta allora possibile crescere, evolvere e giungere progressivamente a fare ciò che definisco «la pace dei contrari» (che Jung aveva battezzato come «riconciliazione degli opposti»), l’Unità in noi, creando, partorendo un altro noi stessi.

È interessante notare che questa (pro)creazione ha tutte le possibilità di realizzarsi nel piacere e nella gioia (godimento, orgasmo) come previsto dalla vita. Un fatto sul quale devono riflettere coloro il cui processo di sviluppo personale si attua mediante l’esercizio della volontà, della forza, della costrizione o dell’urgenza.

Il sistema riproduttivo è beninteso quello che ci consente di procreare, di donare fisicamente la vita. Per estensione, si tratta anche della nostra capacità generale di creare, di partorire (progetti, idee, eccetera) nel mondo materiale.

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Infine è anche il sistema della sessualità, ossia della nostra capacità di creare nel godimento. Rappresenta la nostra azione sull’altro, il nostro potere su di lui poiché egli ci si abbandona, come noi a lui, in questa particolare relazione. Questo potere deve pertanto essere reciproco e rispettoso ed è ancora più grande quando si fonda sull’amore.

In ultimo, esso ha la peculiarità, come appena menzionato, di procurare il piacere, di poter (oserei dire) essere vissuto nel godimento in quanto è normalmente caratterizzato dall’orgasmo. Quest’ultimo rappresenta il godimento supremo della creazione, dell’azione creatrice e fecondatrice, compiuta insieme all’altro.

Le malattie del sistema riproduttivo

Le malattie del sistema riproduttivo ci parlano della nostra difficoltà a vivere o ad accettare questa «pace dei contrari» all’interno di noi. Possono manifestarsi in differenti modi, ma indicano sempre una tensione rispetto all’altro, si tratti del coniuge, di nostro figlio o delle loro rappresentazioni dentro di noi o all’esterno.

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È il caso particolare dei problemi all’utero, che rappresenta la coppia, il focolare, il nido e che indica sovente tensioni o sofferenze relative al coniuge (assenze, frustrazione, decesso, conflitto, eccetera) o relative al posto occupato da ciascuno all’interno della casa.

Esprimono inoltre la nostra paura, il nostro timore di partorire, si tratti di un parto reale (bambino) o simbolico (progetti, idee, eccetera), per mancanza di fiducia, per senso di colpa o angoscia. I dolori ai testicoli o alle ovaie ci parlano di ciò, che si tratti di una cruralgia, di una cisti o di un cancro sviluppatosi nelle ghiandole riproduttive.

Le malattie «sessualmente trasmissibili» rappresentano spesso delle autopunizioni, inconsciamente provocate da un senso di colpa per una attività sessuale sviluppata al di fuori delle norme riconosciute dall’individuo o dal suo ambiente. Tale senso di colpa, consapevole o meno, lo conduce a punirsi da sé mediante un «atto mancato», oserei dire, e ad incontrare sessualmente colui o colei che gli trasmetterà una malattia «vergognosa».

Risultati immagini per ciclo femminile

Attraverso frigidità, impotenza o dolori e infiammazioni di varia natura che «impediscono» la sessualità, esprimiamo la nostra difficoltà a vivere i piaceri della vita e in particolare dell’attività, professionale, sociale o familiare. Non ci permettiamo di provare piacere, appagamento o godimento nell’esercizio del nostro potere personale sulle cose o sugli altri. Tutto ciò ci appare troppo serio o meglio colpevole e non sappiamo più, come il bambino, provare la semplice gioia di aver fatto qualcosa che «va» e di cui possiamo andar fieri.

Crediamo che questo potere sia vergognoso o negativo, quando invece può essere creativo e fecondo poiché ciò che gli conferisce una connotazione positiva o negativa è l’utilizzo che ne facciamo e le intenzioni che gli attribuiamo, proprio come il potere conferito dall’amore e dalla sessualità può creare o distruggere, liberare o alienare, animare o spegnere l’altro o se stessi.

(Michel Odoul)

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Guarire con un Abbraccio

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Affinché un abbraccio trasmetta emozioni, dobbiamo prima imparare ad abbracciare noi stessi.

Grazie a ciò, possiamo far diminuire lo stress e rafforzare la nostra autostima.

Ci sono persone che ci abbracciano con tanta forza che sembra vogliano romperci, ma in realtà stanno solo modellando il vestito dell’amore sul nostro corpo.

Ci sono abbracci che creano una sintonia speciale tra la mente, il corpo e le nostre emozioni.

Ci sono abbracci che non risolvono niente, ma che hanno la capacità di confortarci.

L'immagine può contenere: crepuscolo, cielo e spazio all'aperto

Il fatto che qualcuno ci circondi in modo sincero può arrivare a risanare le nostre ferite, allontanare la solitudine e le paure e riempirci di gioia.

Affinché un abbraccio trasmetta emozioni, dobbiamo prima imparare ad abbracciare noi stessi.

Grazie a ciò, possiamo far diminuire lo stress e rafforzare la nostra autostima.

Un giorno un abbraccio guarirà tutte le ferite.

Nonostante ciò, per quanto possa sembrare assurdo, ci sono persone a cui non piace essere abbracciate, perché si sentono a disagio e invase nel loro spazio personale. In realtà, però, ognuno di noi prima o poi ha bisogno di ricevere un caldo abbraccio.

 

 

Cèline Riviere

Asse Intestino cervello, Consapevolezza del Sè, Senza categoria

Il tumore ed i carboidrati insulinici

Sappiamo che il tumore rappresenta il secondo killer dell’epoca moderna e ciò dipende sicuramente dal fatto, che l’uomo ha iniziato a mangiare cose non ortodosse per le proprie cellule.

Un’incidenza tumorale così alta è correlata all’aumentato rischio di iniziazione delle cellule tumorali e dal fatto che impediamo al nostro corpo di reagire correttamente. Infatti saremo in grado di riparare le cellule danneggiate e di attivare quelle difese naturali, che permetterebbero al nostro sistema immunitario di distruggere quelle cellule prossime alla replicazione tumorale.

Allora per quale motivo, la cellula non riesce più a riparare il Dna?
Perché il nostro sistema immunitario non svolge correttamente il proprio lavoro?
Perché il resto del mondo animale non soffre di tale patologia?

L'immagine può contenere: cielo

Le risposte a queste domande sono semplici. Il consumo di carboidrati complessi come ad esempio gli amidi, sono il vero motivo “dell’epidemia tumorale” a cui stiamo assistendo. Ovviamente nel resto del mondo animale ciò non accade.

Vediamo nel dettaglio.

INIZIAZIONE DELLE CELLULE TUMORALI
Sappiamo che il tumore ha inizio da alcune cellule, che a causa di una modifica del Dna (presente nel loro nucleo), iniziano a comportarsi in maniera non convenzionale. Si moltiplicano facendosi spazio tra i tessuti, creando così un microambiente adatto al loro sviluppo.

Queste modifiche sono indotte dall’azione dei radicali liberi e dalle nitrosammine, che agiscono direttamente sul Dna presente nel nucleo. Le cellule possiedono diversi strumenti per inertizzare i radicali liberi e ripristinare i danni cagionati. Si calcola infatti che le nostre cellule siano in grado di riparare correttamente danni per circa 10.000 insulti giornalieri.

Allora come mai, nonostante questi strumenti, la cellula accumula comunque dei danni?

L'immagine può contenere: cibo

Semplicemente perchè, l’alimentazione moderna produce più insulti di quelli che sarebbe in grado di riparare una cellula ogni giorno. Quindi questi danni si accumulano, fino al punto da indurre la cellula ad autodistruggersi (nei migliori dei casi) o trasformarsi in cellula tumorale.

Ma qual è il reale motivo che causa un aumento dei radicali liberi all’interno della cellula o un aumento delle nitrosammine?

Affrontiamo per prima l’aspetto che riguarda i radicali liberi. Sappiamo che la fonte di produzione di questi atomi instabili endogeni all’interno della cellula è appunto il mitocondrio. Infatti il 3% dell’ossigeno che ispiriamo per produrre energia (Atp), si trasforma in radicali liberi (atomi di ossigeno instabili). Questo è un processo naturale e per vivere abbiamo bisogno di tale energia.

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La natura ci ha messo a disposizione un’arma molto efficacie, ovvero il glutatione che è in grado di inattivare tutti i radicali liberi prodotti dai mitocondri. Il problema nasce quando al contrario, la cellula non ha sufficiente glutatione e quindi, parte dei radicali liberi, rimangono attivi e possono danneggiare la cellula compreso il Dna presente nel nucleo.

A questo punto ci dovremmo chiedere: qual’è il motivo di tale inefficienza cellulare?

Poco glutatione.
Ebbene il glutatione quando incontra un radicale libero per inattivarlo, gli cede un elettrone trasformandosi così nella sua forma ossidata (Gssg) ovvero diventa inattivo. Per riattivare la sua funzione antiradicale, deve utilizzare un agente chiamato Nadph (riducente), per poi incontrare un altro radicale libero, in modo da ripetere il processo.

Risultati immagini per estratti vivi di frutta

Il problema principale riguarda la disponibilità di agenti Nadph, perché in caso di carenza, il glutatione non può essere riattivato. Ricordiamo che il Nadph è un coenzima prodotto durante un processo cellulare chiamato “la via del pentosio fosfato”. Tale processo può essere interrotto da una presenza eccessiva di Atp energetici, prodotti nella via energetica della glicolisi. In pratica, quando la cellula è obbligata dall’insulina a produrre energia con la glicolisi, causiamo il fermo della produzione del coenzima Nadph, l’inattivazione del glutatione ed un aumento dei radicali liberi della cellula.

Mitocondri poco efficienti
Altro aspetto importante è il buon funzionamento dei mitocondri, i quali, se non riparati o sostituiti, aumentano sensibilmente la produzione dei radicali liberi. Se volessimo fare un paragone con il motore di un’automobile: se non si effettua la manutenzione avremo una peggiore combustione e una maggiore produzione di particolato dal tubo di scappamento. Come già detto nel capitolo delle sirtuine, tali enzimi promuovono la crescita di nuovi mitocondri e la sostituzione di quelli danneggiati. Infatti la produzione energetica della glicolisi (attiva con il glucosio), impedisce alla cellula di riconoscere i mitocondri non più efficienti e l’insulina inibisce a sua volta, la produzione di sirtuine.

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Presenza delle nitrosammine.
Affrontiamo adesso l’aspetto riguardante le nitrosammine. Sappiamo che sono delle molecole che si formano all’interno dello stomaco e dell’intestino grazie alla presenza di nitriti e di ammine biogene. La loro azione nei confronti del Dna è definita alchilante (si lega alle eliche) ma può anche causare la frammentazione dei cromosomi o creare dei legami incrociati che impediscono alle eliche del Dna di separarsi (quando la cellula si duplica).

Ebbene per la formazione delle nitrosammine è fondamentale la presenza dei nitriti che appunto si formano nella bocca e nell’intestino. Senza questo elemento non possono generarsi nitrosammine, quindi è giusto pensare di ridurre la produzione di nitriti nel nostro corpo. Purtroppo però l’alimentazione ricca di amidi, causa esattamente l’opposto, ovvero una maggiore produzione di nitriti.

Difatti come abbiamo potuto approfondire nel capitolo omonimo, sono i batteri presenti nella bocca e nell’intestino a trasformare gli innocui nitrati nei pericolosi nitriti. Questo perché gli amidi causano un aumento della produzione batterica nella bocca (tramite l’amilasi che scompone gli zuccheri) mentre nell’intestino causano la disbiosi (aumento della flora batterica nociva).

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L’altro elemento per la formazione delle nitrosammine sono le ammine biogene. Anche questi agenti sono promossi dal consumo di carboidrati, in quanto appunto dipendono dalla presenza della disbiosi intestinale. Le azioni sia dei radicali liberi che delle nitrosammine possono causare direttamente la formazione di cellule tumorali oppure una morte accelerata delle cellule. Quando le stesse cellule non potranno più replicarsi, per aver raggiunto il limite di Flick si trasformano in senescenti. La scienza ha dimostrato che molti tumori nascono dalla trasformazione delle cellule senescenti in tumorali.

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Prossimi Appuntamenti a Milano

Domenica 2 Dicembre 2018, in Mieloteca D’Autore a Sedriano in via Manzoni 36

http://mielotecacoccinella.org/

sarà presente Francesco Ciani, Naturopata, Iridologo, Asse intestino – Cervello,  per consulenze mirate al Benessere.

Chiamare e fissare appuntamento al 3276189628…

Non mancate

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Colesterolo – Infiammazione – statine

quando parliamo di Statine occorre ricordare che sono state commercializzate falsando i risultati dello studio clinico Jupiter, interrotto prima del tempo per aver comunicato alla stampa, non al mondo sceintifico, che i risultati mostravano una elevata efficienza, quindi non era etico non metterli in commercio.

Poi, quando sono stati pubblicati, gli stessi ricercatori dello studio li hanno contestati. Quindi sono stati corretti e la versione corretta non mostra la minima efficienza nella prevenzione sia primaria che secondaria.

Con questi risultati, però veri, non sarebbero mai entrate in commercio. Oggi sappiamo che ad alte dosi, che sono però molto tossiche, riescono ad essere efficaci, ma non perchè agiscono sul colesterolo, bensì sull’infiammazione.

Il problema è che domani avremo farmaci monoclonali, che agiscono sul colesterolo, non sull’infiammazione.

Questo è un pericolo, soprattutto per le donne, in quanto abbassare loro il colesterolo aumenta da 3 a 5 volte il rischio di morte per tutte le cause di mortalità. Non c’è peggiore medicina di quella che non si vuole basare sulle evidenze.

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