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Il tumore ed i carboidrati insulinici

Sappiamo che il tumore rappresenta il secondo killer dell’epoca moderna e ciò dipende sicuramente dal fatto, che l’uomo ha iniziato a mangiare cose non ortodosse per le proprie cellule.

Un’incidenza tumorale così alta è correlata all’aumentato rischio di iniziazione delle cellule tumorali e dal fatto che impediamo al nostro corpo di reagire correttamente. Infatti saremo in grado di riparare le cellule danneggiate e di attivare quelle difese naturali, che permetterebbero al nostro sistema immunitario di distruggere quelle cellule prossime alla replicazione tumorale.

Allora per quale motivo, la cellula non riesce più a riparare il Dna?
Perché il nostro sistema immunitario non svolge correttamente il proprio lavoro?
Perché il resto del mondo animale non soffre di tale patologia?

L'immagine può contenere: cielo

Le risposte a queste domande sono semplici. Il consumo di carboidrati complessi come ad esempio gli amidi, sono il vero motivo “dell’epidemia tumorale” a cui stiamo assistendo. Ovviamente nel resto del mondo animale ciò non accade.

Vediamo nel dettaglio.

INIZIAZIONE DELLE CELLULE TUMORALI
Sappiamo che il tumore ha inizio da alcune cellule, che a causa di una modifica del Dna (presente nel loro nucleo), iniziano a comportarsi in maniera non convenzionale. Si moltiplicano facendosi spazio tra i tessuti, creando così un microambiente adatto al loro sviluppo.

Queste modifiche sono indotte dall’azione dei radicali liberi e dalle nitrosammine, che agiscono direttamente sul Dna presente nel nucleo. Le cellule possiedono diversi strumenti per inertizzare i radicali liberi e ripristinare i danni cagionati. Si calcola infatti che le nostre cellule siano in grado di riparare correttamente danni per circa 10.000 insulti giornalieri.

Allora come mai, nonostante questi strumenti, la cellula accumula comunque dei danni?

L'immagine può contenere: cibo

Semplicemente perchè, l’alimentazione moderna produce più insulti di quelli che sarebbe in grado di riparare una cellula ogni giorno. Quindi questi danni si accumulano, fino al punto da indurre la cellula ad autodistruggersi (nei migliori dei casi) o trasformarsi in cellula tumorale.

Ma qual è il reale motivo che causa un aumento dei radicali liberi all’interno della cellula o un aumento delle nitrosammine?

Affrontiamo per prima l’aspetto che riguarda i radicali liberi. Sappiamo che la fonte di produzione di questi atomi instabili endogeni all’interno della cellula è appunto il mitocondrio. Infatti il 3% dell’ossigeno che ispiriamo per produrre energia (Atp), si trasforma in radicali liberi (atomi di ossigeno instabili). Questo è un processo naturale e per vivere abbiamo bisogno di tale energia.

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La natura ci ha messo a disposizione un’arma molto efficacie, ovvero il glutatione che è in grado di inattivare tutti i radicali liberi prodotti dai mitocondri. Il problema nasce quando al contrario, la cellula non ha sufficiente glutatione e quindi, parte dei radicali liberi, rimangono attivi e possono danneggiare la cellula compreso il Dna presente nel nucleo.

A questo punto ci dovremmo chiedere: qual’è il motivo di tale inefficienza cellulare?

Poco glutatione.
Ebbene il glutatione quando incontra un radicale libero per inattivarlo, gli cede un elettrone trasformandosi così nella sua forma ossidata (Gssg) ovvero diventa inattivo. Per riattivare la sua funzione antiradicale, deve utilizzare un agente chiamato Nadph (riducente), per poi incontrare un altro radicale libero, in modo da ripetere il processo.

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Il problema principale riguarda la disponibilità di agenti Nadph, perché in caso di carenza, il glutatione non può essere riattivato. Ricordiamo che il Nadph è un coenzima prodotto durante un processo cellulare chiamato “la via del pentosio fosfato”. Tale processo può essere interrotto da una presenza eccessiva di Atp energetici, prodotti nella via energetica della glicolisi. In pratica, quando la cellula è obbligata dall’insulina a produrre energia con la glicolisi, causiamo il fermo della produzione del coenzima Nadph, l’inattivazione del glutatione ed un aumento dei radicali liberi della cellula.

Mitocondri poco efficienti
Altro aspetto importante è il buon funzionamento dei mitocondri, i quali, se non riparati o sostituiti, aumentano sensibilmente la produzione dei radicali liberi. Se volessimo fare un paragone con il motore di un’automobile: se non si effettua la manutenzione avremo una peggiore combustione e una maggiore produzione di particolato dal tubo di scappamento. Come già detto nel capitolo delle sirtuine, tali enzimi promuovono la crescita di nuovi mitocondri e la sostituzione di quelli danneggiati. Infatti la produzione energetica della glicolisi (attiva con il glucosio), impedisce alla cellula di riconoscere i mitocondri non più efficienti e l’insulina inibisce a sua volta, la produzione di sirtuine.

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Presenza delle nitrosammine.
Affrontiamo adesso l’aspetto riguardante le nitrosammine. Sappiamo che sono delle molecole che si formano all’interno dello stomaco e dell’intestino grazie alla presenza di nitriti e di ammine biogene. La loro azione nei confronti del Dna è definita alchilante (si lega alle eliche) ma può anche causare la frammentazione dei cromosomi o creare dei legami incrociati che impediscono alle eliche del Dna di separarsi (quando la cellula si duplica).

Ebbene per la formazione delle nitrosammine è fondamentale la presenza dei nitriti che appunto si formano nella bocca e nell’intestino. Senza questo elemento non possono generarsi nitrosammine, quindi è giusto pensare di ridurre la produzione di nitriti nel nostro corpo. Purtroppo però l’alimentazione ricca di amidi, causa esattamente l’opposto, ovvero una maggiore produzione di nitriti.

Difatti come abbiamo potuto approfondire nel capitolo omonimo, sono i batteri presenti nella bocca e nell’intestino a trasformare gli innocui nitrati nei pericolosi nitriti. Questo perché gli amidi causano un aumento della produzione batterica nella bocca (tramite l’amilasi che scompone gli zuccheri) mentre nell’intestino causano la disbiosi (aumento della flora batterica nociva).

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L’altro elemento per la formazione delle nitrosammine sono le ammine biogene. Anche questi agenti sono promossi dal consumo di carboidrati, in quanto appunto dipendono dalla presenza della disbiosi intestinale. Le azioni sia dei radicali liberi che delle nitrosammine possono causare direttamente la formazione di cellule tumorali oppure una morte accelerata delle cellule. Quando le stesse cellule non potranno più replicarsi, per aver raggiunto il limite di Flick si trasformano in senescenti. La scienza ha dimostrato che molti tumori nascono dalla trasformazione delle cellule senescenti in tumorali.

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